La tramvia di Reggio agevolerà i pendolari? Il parere dei montanari
Secondo Giovanelli, presidente del Parco, sarà «strategica per chi arriva dalla montagna». Il sindaco Enrico Bini ritiene invece utili «altre opere»
CASTELNOVO MONTI. Ogni giorno sono numerosi i pendolari che dai territori appenninici si spostano verso la città capoluogo, e che da anni si trovano ad avere a che fare con il traffico congestionato soprattutto con il tratto della statale 63 più vicino a Reggio.
Per cui ha suscitato interesse e anche dibattito in Appennino il progetto della nuova tramvia che da Rivalta arriverà a Mancasale. Un progetto da 283 milioni, per il quale il Comune di Reggio Emilia chiederà finanziamenti statali. Un importo che lascia comunque presupporre tempi non rapidissimi, ma in montagna si è già aperto il dibattito: si tratta di un’opera utile o meno per i pendolari dell’Appennino?
presidente del parco
Una risposta affermativa viene dal presidente del Parco nazionale Fausto Giovanelli, che già da tempo aveva caldeggiato l’opera: «Attraversare la città nelle ore di punta equivale, in termini di tempo, a spostarsi da Ligonchio a Castelnovo Monti. In tempi non sospetti ho rilevato come questa opera sia strategica per molti che, dalla montagna, scendono in città per lavoro o altro. La città ha bisogno di ripensare alla propria mobilità e migliorare la qualità dell'aria, noi abbiamo la necessità di potere attraversare la città in una maniera più agevole. Finalmente si ragiona di asse nord sud e non solo di est ovest, lungo la via Emilia e le tangenziali».
«L’Appennino – prosegue Giovannelli – in passato, si era venuto a trovare a una distanza maggiore a causa di una urbanizzazione verso sud spinta e priva di corrispondenti infrastrutture pubbliche di mobilità».
Diverso invece il parere del sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, che comunque ritiene importante il progetto, ma non per accorciare i tempi di trasferimento dei pendolari.
Il sindaco bini
«Ritengo sia un’opera interessante – afferma Bini – che darebbe risposta a problemi di mobilità interni alla città e contribuirebbe a ridurre anche l'inquinamento. Ma se mi si chiede se questa sia una soluzione a favore dei pendolari e che avvicina la montagna alla città, credo che tali soluzioni siano altre. Sicuramente la tramvia è un progetto importante che guarda al futuro, a una città che oggi è molto congestionata dal punto di vista del traffico, ma la vedo poco praticabile per i pendolari. Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni non sarà una risposta per la montagna, che invece ha bisogno che siano sbloccate altre situazioni che ora rallentano il percorso di tanti pendolari che la mattina raggiungono Reggio per motivi di lavoro e di studio».
Conclude Bini: «Questi punti sono il completamento del tratto Bocco - Bettola, la Pinetina di Vezzano, la variante di Rivalta lungo la statale 63, e il completamento della tangenziale sud fino a Puianello. Per questi tratti abbiamo fatto un incontro a fine anno con l'onorevole Incerti, la ministra alle Infrastrutture De Micheli, Anas e la Provincia, per riprendere la progettazione e finanziare le opere. Questa per la montagna è la priorità: stiamo riprendendo i contatti anche con la Regione per sottoscrivere un protocollo preciso per l'inserimento delle opere tra le priorità, vederle finanziate e arrivare al completamento. Noi dobbiamo come amministratori continuare su questo obiettivo perché solo così potremo dire che la montagna si avvicina alla città». —
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