Le dosi di “Moderna” non arrivano a Reggio
REGGIO EMILIA. Sono giorni che il ministero della Salute annuncia l’arrivo dei vaccini americani Moderna a supporto di quelli della Pfizer-BioNtech, e da ieri l’Emilia-Romagna può contare su un’arma in più nella lotta al Coronavirus.
Nel primo pomeriggio, infatti, sono state consegnate le prime 7.400 dosi del nuovo vaccino a cinque diverse Aziende sanitarie della regione (Parma, Modena, Bologna, Ferrara e Forlì, escludendo di fatto per ora la nostra provincia), oltre il 15% del totale della prima fornitura arrivata in Italia, costituita complessivamente da 47mila dosi. Il principio alla base del vaccino è lo stesso di quello attualmente in uso. Entrambi si basano infatti sull’Rna messaggero, ma ci sono alcune differenze pratiche: un flacone di Moderna permette di effettuare dieci somministrazioni ed è già pronto all’uso, e non più sei diluite, le due iniezioni devono essere effettuate a distanza di 28 giorni l’una dall’altra aumentando di fatto il lasso di tempo di 21 giorni previsto da Pfizer-BioNtech, l’età minima si alza a 18 anni e, infine, ha una conservazione che richiede una temperatura di stoccaggio più alta, da -80 a -20 gradi. Il piano di approvvigionamento per la nostra regione stabilito dal commissario straordinario nazionale per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, prevede, oltre ai 130mila vaccini Pfizer-BioNtech già consegnati e i 7.400 di Moderna di ieri, altri 43.875 vaccini, sempre Pfizer-BioNtech in arrivo tra il 18 e il 20 gennaio e altre 4.900 dosi di Moderna per la fine del mese, tra il 25 e il 27 gennaio. —
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