«Ancora fake da Zani, il giornalino è fatto e pagato dalla maggioranza»
CADELBOSCO SOPRA. «Questo continuo attacco all’amministrazione comunale su fatti che poi vengono puntualmente smentiti nel merito denota quello che ormai è ben evidente: l’assoluta mancanza di argomenti di confronto politico – perché questo deve essere il perimetro entro il quale aprire un dibattito – e l’inadeguatezza del capogruppo Marino Zani che non riesce a informarsi correttamente prima di insultare o diffondere notizie non rispondenti alla realtà».
È la secca replica del sindaco Luigi Bellaria, della giunta e del gruppo di maggioranza, dopo le critiche di “Cadelbosco per tutti” alla pubblicazione del giornalino “Cadelbosco in Comune”. E il sindaco precisa: «Parto col dire che bastava leggere la dicitura a piè di pagina dove è chiaramente scritto che il giornalino è realizzato dal gruppo di maggioranza Centrosinistra per Cadelbosco. Se non fosse chiaro, aggiungo che il giornalino è stato pagato dal gruppo di maggioranza. In un periodo difficile come quello attuale, il capogruppo della minoranza Zani continua imperterrito la sua personale campagna elettorale “senza fine”, diffondendo informazioni sbagliate, dimostrando ancora una volta la mancanza di rispetto non solo dei suoi elettori ma di una comunità intera».
Per quanto riguarda la riproduzione dello stemma del Comune, il sindaco conferma «che si tratta di un uso legittimo trattandosi di una comunicazione dell’attività svolta dall’amministrazione». E aggiunge: «All’interno del giornalino è presente una disquisizione di carattere informativo di quello che è stato il percorso operativo dell’amministrazione in questo anno».
Poi l’attacco: «Mi chiedo anche per quanto tempo ancora il capogruppo della minoranza intenda strumentalizzare e utilizzare la vicenda ex Kis alterando anche le parole scritte nere su bianco nel giornalino». «Ho anche scritto – prosegue – che tutti i soggetti interessati hanno preso parte al percorso con l’obiettivo di tutelare i diritti della comunità, dal punto di vista del benessere sociale e sviluppo delle attività. Tuttavia ne è scaturito un dibattito intenso che a volte ha toccato livelli di forte tensione, con il conseguente aumento del senso di confusione e difficoltà nel comprendere i fatti e la loro evoluzione da parte dei cittadini».
Conclude Bellaria: «Maggioranza e minoranza devono lavorare per il bene comune, non fomentare campagne diffamatorie come quelle portate avanti dal gruppo “Cadelbosco per tutti” da un anno e mezzo». —
M.P.
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