Gazzetta di Reggio

Reggio

REPERTI SU UN’AREA DI 600 METRI QUADRATI 

Ceramiche, monete e vetri salvati dalla Soprintendenza

P.R.

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CASTELLARANO. Mauro Librenti e Monica Miari, esperti della Soprintendenza, hanno illustrato i primi risultati delle indagini archeologiche effettuate a Tressano sull’edificio di epoca romana emerso dagli scavi del “Teatro dello sport”. Le indagini archeologiche sono iniziate nell’ottobre scorso e terminano questo mese. L’intervento è stato avviato dalla Soprintendenza come controllo archeologico in corso d’opera nell’ambito delle procedure di Archeologia preventiva. Gli scavi, condotti da Clm Archeologia sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo Monica Miari, hanno portato a individuare strutture di età romana nel settore meridionale dell’area di cantiere, su di una superficie di circa 600 metri quadrati. Secondo gli esperti, è un edificio che venne ricostruito nella medesima zona in almeno 3 momenti diversi fra la fine dell’età repubblicana o l’inizio dell’età imperiale (I secolo avanti Cristo - I secolo dopo Cristo) e l’età tardo antica (V-VI secolo d.C.). I resti presentano un notevole grado di conservazione grazie al terreno scivolato dal rilievo posto immediatamente a ovest, un livello colluviale che li ha ricoperti preservandoli dai lavori agricoli. Alcuni sondaggi eseguiti in profondità hanno evidenziato la lunga sequenza di vita dell’edificio e la complessità delle sue trasformazioni. L’indagine ha riguardato principalmente 6 ambienti datata tra IV e VI secolo d.C., delimitati da murature in tegole e pezzame laterizio su fondazioni in ciottoli, con pavimenti in cocciopesto e in terra battuta, pezzame laterizio costipato e risistemato. Sono presenti indicatori di attività produttive, tra cui 3 dolia, (contenitori di argilla), un basamento in cocciopesto per attrezzature e residui di attività artigianali. Nelle murature e nei piani in pezzame sono stati usati numerosi elementi di recupero (frammenti di mattoni sesquipedali e tegole ad alette, mattoni circolari per suspensura e semicircolari da colonna). Presenti elementi architettonici in pietra scolpiti. Materiali verosimilmente riutilizzati a partire dal IV secolo recuperandoli dalle demolizioni dei 2 fabbricati precedenti, collocati nella stessa area ma con sistemazioni leggermente diverse. Lo scavo evidenzia l’esistenza di murature con una diversa articolazione, le più antiche delle quali fanno pensare a una progettazione, anche funzionale, di tipo diverso. Il lavoro condotto ha permesso di recuperare una immagine complessiva dell’evoluzione dei fabbricati, anche con l’aiuto dei fotopiani realizzati con un drone, in grado di fornire immagini unitarie e georeferenziate del complesso. Lo scavo ha restituito molti reperti (ceramiche, monete e vetri) già depositati in un magazzino. Un’analisi più dettagliata consentirà di precisare più correttamente cronologia e funzione delle strutture rinvenute. A indagini ultimate, i resti verranno ricoperti e protetti; il nuovo edificio non intaccherà le fondazioni antiche. I risultati degli scavi, illustrati anche con ricostruzioni digitali, potranno fornire la base per l’esposizione negli spazi che il Comune metterà a disposizione. —

P.R.

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