Focolaio Covid in casa di riposo In due non ce l’hanno fatta
POVIGLIO. Sono due le case di riposo dell’Asp Progetto Persona della Bassa reggiana in cui, purtroppo, stanno facendo i conti con due focolai di Covid: quella di Poviglio e quella di Gualtieri.
Dalla situazione di quest’ultima struttura iniziano ad arrivare notizie di miglioramenti. «Abbiamo rifatto i tamponi per verificare chi si è negativizzato e lo sono in 24. I positivi restano dieci» spiega Vincenzo Ferro, direttore dell’azienda pubblica di servizi alla persona.
«A Poviglio, a un primo screaning dovuto alla positività di un ospite scoperto dopo essere andato in ospedale, apparentemente per altre ragioni, erano risultati 7 positivi. L’Ausl inseguito ci ha fatto eseguire nuovi tamponi siamo arrivati a scoprire 23 ospiti positivi, mentre in 5 sono negativi. Le vittime nella struttura di Poviglio sono due» va avanti.
«Ci siamo resi conti, che dalla scoperta di un caso positivo, passano una decina di giorni e poi bisogna affrontare la fase peggiore – racconta –. Sul fronte degli operatori, abbiamo avuto casi di positivi sia a Poviglio che a Gualtieri, che sono stati sostituiti».
La campagna vaccinale nelle due strutture ha potuto riguardare soltanto le persone che non hanno contratto la malattia, tra gli operatori. «Mentre tra gli anziani ospiti – spiega – a Gualtieri sono stati vaccinati i guariti, mentre a Poviglio dall’Ausl ci hanno detto di aspettare».
L’Asp Progetto Persona comprende anche le case di riposo di Guastalla, Luzzara, Boretto, Brescello dove la situazione invece al momento è tranquilla.
«Luzzara era stata toccata dal Covid durante la prima ondata, mentre Brescello fino a questo momento non è mai stata coinvolta in maniera attiva dalla pandemia» conferma Ferro.
L’attenzione resta alta, così come diventa fondamentale la riorganizzazione interna alle strutture dove purtroppo il Covid è arrivato, dove devono tenere separati in maniera molto puntuale chi è negativo da chi è positivo, onde evitare ulteriori contagi all’interno delle strutture stesse.
Dall’inizio della seconda ondata, le visite da parte dei famigliari non sono consentite in queste strutture così come altrove.
I rapporti tra gli anziani e le famiglie continuano ma soltanto per via telefonica o videochiamate. Dove è possibile, avvengono incontri attraverso un vetro in modo comunque da evitare contatti. —
El.Pe.
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