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Novellara 

Morellini: «Io non apro per rispetto dei clienti»

Am.P.

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NOVELLARA. «Io non apro perché non ritengo giusto sanzionare il cliente: non è accettabile che altri vengano puniti per una mia scelta personale. Sto alle regole perché non posso fare altrimenti. Tuttavia condivido appieno la protesta». A schierarsi parzialmente dall’altra parte della barricata, quella degli esercenti che non aderiscono a #ioapro1501, è Mauro Morellini, 57 anni, titolare del ristorante “Don Divino” di via Malagoli a Novellara, de “La Bussola” di Campagnola nonché proprietario di un altro ristorante a Fuerte Ventura, alle Canarie. «Lì gli aiuti ce li hanno dati dopo due giorni, seppur insufficienti, a differenza dall’Italia, dove ci hanno fatto aspettare mesi, pretendendo in anticipo la tassa sui rifiuti». Morellini, nel settore ristorazione da trent’anni ha preso posizione con un video sui social. Una posizione da vorrei-ma-non-posso che forse rispecchia la maggioranza degli esercenti. «Mi piacerebbe aderire, però non mi va che vengano multati i miei clienti, anche se ci sono gruppi di avvocati che a costo zero difenderanno la causa. Sul fatto che la protesta sia giusta non ci sono dubbi. I ristoranti sono luoghi sicuri e il governo non ci sta aiutando, anzi per essere corretti ci dà aiuti ridicoli. Se poi pensiamo che lo stesso governo ha ammesso che l’89% dei nuovi casi sono causati dalle cene fatte in casa nelle festività (e non ho dubbi perché ho fatto consegne con quantità di cibo ben oltre le tavolate consentite), mi chiedo: non era meglio lasciare aperti i ristoranti?». —

Am.P.

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