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In videoconferenza 

Ok dal presidente della Regione «Le sentenze vanno rispettate»

L.S.

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REGGIO EMILIA. Al presidente Stefano Bonaccini i giudici del Tar hanno tolto le castagne dal fuoco, annullando l’ordinanza regionale con cui aveva rinviato la riapertura delle scuole superiori. Gli hanno mitigato la continuazione delle manifestazioni di studenti, insegnanti e genitori, che avevano incominciato a riempire le piazze delle principali città dell'Emilia-Romagna. Una certa soddisfazione trapelava dall'espressione e dal tono con cui ieri ha spiegato in videoconferenza le ragioni del suo quasi immediato “obbedisco”, con a fianco gli assessori alla scuola, Paola Salomoni, e ai trasporti, Andrea Corsini. «Le sentenze – ha detto – si rispettano. Non potevamo rischiare di mantenere uno stato di sospensione e incertezza».

Non appena reso noto il decreto del tribunale amministrativo Bonaccini ha telefonato a Stefano Versari, direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, e ha consultato i sindaci dei capoluoghi e i presidenti delle province. «Tutti – ha riferito – condividono la decisione di riaprire le aule scolastiche da lunedì prossimo con il 50% degli alunni in presenza. Il problema principale è la possibilità del contagio sui mezzi del trasporto pubblico. L’avevamo però potenziato con 550 autobus in più rispetto a quelli esistenti prima della pandemi, con uno stanziamento di 23 milioni. E avevamo predisposto gli ingressi ad orari scaglionati». A suo parere l'Emilia-Romagna è prima in Italia per la sicurezza sanitaria delle scuole: «Avevamo deciso la gratuità dei tamponi rapidi per insegnanti, alunni, genitori e nonni, da fare nelle farmacie una volta al mese. Ora li si può ripetere ogni due settimane». Proprio per questi motivi aveva destato molta sorpresa la decisione di rimandare la riapertura dall'11 al 25 gennaio: «A mio avviso – ha spiegato Bonaccini – le scuole sarebbero dovute rimanere aperte nei mesi scorsi, mentre in Europa si tenevano aperte. Se ho rinviato insieme ai sindaci e ai presidenti di provincia, lo scorso lunedì, è perché la regione rischiava di passare in zona rossa». Non fu una decisione isolata. La condivisero i colleghi delle altre regioni, escluse Toscana, Valle d'Aosta e Abruzzo, oltre alla provincia autonoma di Bolzano. «Ma quelle – obietta il presidente – erano migliorate, dopo essere state rosse e arancioni. Noi eravamo preoccupati che la situazione sanitaria potesse peggiorare».

Alla magistratura Bonaccini si assoggetta volentieri, ma non le risparmia una critica: «Rispettiamo le sue sentenze – dice – ma ne provengono messaggi confusi. I Tar hanno accolto i ricorsi contro i rinvii decisi da Emilia-Romagna e Lombardia, mentre hanno respinto quello contro l'analoga ordinanza della Sicilia. Il Governo dovrebbe pronunciarsi in maniera chiara e univoca per non affidare alle regioni decisioni così delicate». Gli assessori hanno garantito una riapertura in sicurezza. «I piani per la ripartenza – ha affermato Paola Salomoni – sono pronti».

Corsini ha illustrato le misure che nel territorio reggiano sono già realtà: «Nei tavoli provinciali – ha precisato – sono stati previsti i controlli sui mezzi di trasporto con gli steward. Le aziende vi stanno installando telecamere e contapersone». —

L.S.

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