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BISERNI, PRESIDENTE DELL’ASAPS 

Pedoni e minori categorie a rischio «Strisce pedonali terra di nessuno»

Am.P.
Pedoni e minori categorie a rischio «Strisce pedonali terra di nessuno»

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REGGIO EMILIA. «In questi primi giorni dell’anno sono stati ben sei i pedoni morti, con l’Italia in zona rossa. Incredibile». Giordano Biserni, il presidente di Asaps (l’associazione sostenitori e amici della polizia stradale, nata nel 1991 per iniziativa di un gruppo di agenti), non gioisce per il dimezzamento dei numeri dell’incidentalità nel 2020. «Certo, gli incidenti stradali sono diminuiti in modo sensibile, grazie all’aiuto non richiesto del lockdown – spiega –. Purtroppo, però, ritengo che non appena si riapriranno gli steccati con un ritorno alla libera mobilità ne vedremo di tristi, soprattutto per quanto riguarda gli utenti più deboli: pedoni e minori. Pensate che alla fine del primo lockdown, in tredici week end estivi sono morti 167 motociclisti. Nei tre mesi estivi, di giugno, luglio, agosto sono morti 21 bambini per incidenti stradali, 39 da inizio anno».

Di recente Asaps ha comunicato i dati dell’anno 2020 relativi al nuovo “Osservatorio Pedoni”, che si è aggiunto agli altri osservatori (pirateria, contromano, stragi delle notti del fine settimana, incidenti con bambini, sbirri pikkiati, ecc.) sugli incidenti rilevati dalle forze di polizia e dalle polizie locali. Se nell’anno appena trascorso i pedoni vittime della strada a livello nazionale sono stati “solo” 240 (contro i 534 del 2019 e i 612 del 2018), dall’analisi dell’Asaps sull’età dei deceduti emerge che “ben nove avevano meno di 18 anni (il più piccolo solo un anno)”. E i ragazzini sono sempre più esposti al rischio.

«Siamo tutti pedoni e vedere che i dati dei decessi sono crollati solo grazie alla pandemia non ci rincuora – prosegue Biserni – Non siamo per niente soddisfatti dell’assenza di nuove norme sulla causa principale dei sinistri con pedoni, come quella della distrazione dall’uso del cellulare alla guida. Non possiamo dimenticare i 350 casi di pedoni che sono stati ricoverati nelle rianimazioni e terapie intensive, dove poi sono deceduti o che sono stati dimessi con disabilità permanenti. In Italia le strisce pedonali non sono luogo “sacro” in materia di sicurezza stradale come in tutti gli Stati europei e ci domandiamo quando sarà possibile sanzionare in automatico con telecamere e agenti la mancata precedenza proprio sugli attraversamenti pedonali, una sorta di “pedovelox”. Serve maggiore attività repressiva sulle strade, visto che le norme prevedono ben otto punti decurtati dalla patente in caso di mancata precedenza».

Nel Reggiano il caso più clamoroso di minore vittima della strada è accaduto il 4 dicembre sulla via Emilia a Cella, dove il dodicenne Youness Lakhdar, è stato travolto dal furgone di una ditta guidato da un 34enne, accusato di omicidio stradale. I genitori, preoccupati per il mancato ritorno da scuola del figlio, avevano allertato i carabinieri, per poi apprendere della terribile disgrazia. È rimasto un mistero perché il dodicenne si trovasse a cinque chilometri di distanza dal suo tragitto abituale.

Il decesso di Youness ha sconvolto l’opinione pubblica, tanto che che si è formato un comitato di cittadini per chiedere più sicurezza stradale per la frazione cittadina, divisa in due dalla trafficata strada statale. —

Am.P.

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