«Servizio civile, il progetto non ha ottenuto i fondi»
SANT’ILARIO. «Quest’anno il Comune di Sant’Ilario non attiverà il Servizio civile nazionale, mentre nei Comuni di Montecchio, Cavriago, Reggiolo e Castellarano sono già disponibili le domande per il servizio civile». È quanto denunciano Alessia Malerba, Nicolas Lazzarini e Enrico Maccieri, giovani di “Alternativa civica per Calerno e Sant’Ilario”.
«Il progetto presentato dal nostro Comune assieme ad altri enti non ha raggiunto i requisiti minimi per ottenere il finanziamento, risultando quindi escluso – sottolineano dall’opposizione –. Prevedeva l’inserimento di tre volontari all’interno dell’asilo nido Girotondo e delle scuole materne Rodari e Fiastri. Il nostro Comune si era accreditato negli anni scorsi presso il Dipartimento per le politiche giovanili con questo progetto e la sua esclusione ci induce a pensare che sia risultato ripetitivo e non idoneo ad ottenere finanziamenti dallo stato. L’ultima speranza è un suo ripescaggio a primavera, in relazione alle risorse legate a eventuali risparmi di spesa». Negli ultimi anni le adesioni presentate per il servizio civile sono state numerose, indice di un grande interesse da parte dei giovani di Sant’Ilario e guardando questi dati i giovani di «Alternativa” continuano: «È fondamentale continuare a lavorare sul progetto con i giovani ampliandolo anche ai settori legati all’ambiente, al benessere animale, alla cultura al sociale. Ancora una volta siamo obbligati a denunciare la mancanza di attenzione e di rinnovamento verso queste iniziative che oltre a rappresentare uno spiraglio di luce per i giovani, contribuiscono alla crescita personale e professionale nella vita di un ragazzo. Il tutto assume un’importanza ancor più rilevante se inserito nel contesto odierno, in cui sono fin troppo note la difficoltà di relazioni fra generazioni e di inserimento nella società. Il servizio civile educa alla cittadinanza attiva, al senso del lavoro».
Il servizio civile è un progetto europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile e per l’educazione alla cittadinanza, consapevole che, oltre a offrire una ricca esperienza lavorativa, fornisce anche un compenso mensile pari all’incirca a 400 euro. «Notiamo – concludono – una forte mancanza organizzativa e uno scarso interesse nel rinnovare tematiche legate alle politiche giovanili da parte del Comune». —
Da.Al.
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