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Arriva la “videosorveglianza” per defibrillatori e pacemaker

L. G.
Arriva la “videosorveglianza” per defibrillatori e pacemaker

L’Ambulatorio aritmologico virtuale, unico in Italia, segue a distanza 700 malati Monitorati 24 ore al giorno gli apparecchi e in caso di problemi parte un allarme

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reggio emilia. Una “videosorveglianza” a distanza, 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, che permette di intervenire immediatamente in caso di problemi di salute o guasti tecnici agli apparecchi medici. Si chiama “Ambulatorio aritmologico virtuale”, è stato inaugurato a settembre a Reggio Emilia e in soli tre mesi ha consentito di trasferire completamente alla nuova struttura digitale ben 700 pazienti portatori di pacemaker e defibrillatori, già in cura presso la cardiologia dall’Arcispedale Santa Maria Nuova diretta da Alessandro Navazio.

Il nuovo ambulatorio, il primo del suo genere in Italia, ha preso totalmente in carico i pazienti cardiopatici ed effettua a distanza il monitoraggio dei dispositivi impiantati, ne verifica il funzionamento e gestisce tempestivamente eventuali anomalie e segnalazioni di allerta come, ad esempio, la durata residua della batteria in prossimità della sostituzione. In questo modo i pazienti non devono più programmare controlli ambulatoriali ospedalieri da effettuare di persona.

I dati vengono rilevati dall’ambulatorio aritmologico attraverso un piccolo trasmettitore di cui viene dotato il paziente subito dopo l’impianto, che si collega automaticamente al dispositivo impiantato permettendo così di alimentare il flusso delle informazioni e il dialogo costante con la struttura medica.

L’ambulatorio era allo studio da tempo ma ha avuto una forte accelerazione dettata dall’emergenza Covid, dall’impossibilità per molti pazienti di effettuare i controlli presso gli ambulatori e dalla necessità di alleggerire quanto più possibile i reparti ospedalieri in sofferenza.

«L’efficacia del monitoraggio a distanza era ben nota – racconta Navazio – ma la sua potenzialità è stata ulteriormente evidenziata nei mesi di lockdown con centinaia di controlli mancati e un blocco operativo degli ambulatori che ha lasciato più di mille prestazioni ambulatoriali da ricollocare e recuperare. Veramente importante e all’avanguardia il lavoro fatto dal nostro gruppo aritmologico costituito dai cardiologi Nicola Bottoni, Matteo Iori e Fabio Quartieri, con quest’ultimo che ha seguito più da vicino il progetto». Nel team, oltre ai tre medici, anche Isabella Paini e Luca Fiorito, tecnici di cardiologia.

Indispensabile, quindi, mettere a punto una soluzione efficace e sicura per i pazienti e allo stesso tempo in grado di alleggerire la pressione sugli ambulatori ospedalieri. Da qui l’analisi approfondita dei dispositivi medici impiantati (pacemaker e defibrillatori), la verifica dello stato di salute di ogni paziente e la decisione di dirottare molti pazienti, portatori di dispositivi, verso la nuova piattaforma virtuale garantendo assistenza e monitoraggio costanti.

Una soluzione tecnologica che ha permesso alla Cardiologia ospedaliera di superare anche le problematiche legate ai distanziamenti, con tempi di accesso e controllo fissati, oggi, intorno ai 15 minuti.

Questi tempi hanno ridotto sensibilmente il numero di pazienti che possono essere assistiti, un problema che la Cardiologia ospedaliera di Reggio ha in gran parte recuperato inserendo i nuovi pazienti nei programmi di monitoraggio a distanza. —

L. G.

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