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De Lucia contrattacca «Dicano apertamente se non mi vogliono»

E.Spa.
De Lucia contrattacca «Dicano apertamente se non mi vogliono»

Il consigliere dopo la strigliata Pd per il post su Renzi e Delrio «Lesa maestà? Non mi faccio trattare da chi non si firma»

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REGGIO EMILIA. «Non lascio correre. Se non mi vogliono lo dicano chiaramente mettendoci la faccia». E poi: «Se si vogliono chiedere le mie dimissioni per reato di lesa maestà allora si chiedano non a mezza voce». E ancora: «Ho una dignità a cui tengo molto, non mi faccio trattare così». Il consigliere comunale dem, Dario De Lucia, passa al contrattacco. E sulla bacheca Facebook del Pd provinciale piovono critiche all’indirizzo della federazione. Non accenna a placarsi la polemica social innescata da un post dello stesso De Lucia, che dopo aver pubblicato un collage di foto che ritraggono Renzi e Delrio ai tempi di Palazzo Chigi, si è beccato una dura strigliata dal partito.

«Il numero due di Renzi era Graziano Delrio. Ricordiamo il passato per migliorare il futuro», la frase del consigliere, alla quale il Pd provinciale ha replicato con un altro post, prendendone le distanze e consigliando allo stesso De Lucia «di prendere in considerazione la condivisione dei valori fondanti che rimandano alla coesione e alla collaborazione, nell’interesse della comunità del Pd e dei nostri territori».

Una reazione inaspettata per lo stesso De Lucia, fra i recordman di preferenze alle ultime Amministrative, che da qualche tempo non nasconde il proprio malumore verso il Pd nel quale milita. E nel quale, in ogni caso, assicura che continuerà a militare.

«Mentre qualcuno in federazione si prendeva la briga di scrivere quel triste scritto io ero in una casa popolare – afferma il consigliere – dove ho spiegato a un lavoratore gli aiuti che poteva ricevere e che purtroppo con il contratto a tempo indeterminato post jobs act non avrà la sicurezza dell’impiego dopo la fine del periodo di cassa integrazione a marzo 2021. Giusto per chiarire cosa sono le priorità per me».

Su Facebook, intanto, proliferano da parte di militanti Pd o esponenti della sinistra reggiana messaggi di vicinanza al consigliere strigliato. «C’è tutta un gruppo dirigente – continua De Lucia – che ha portato avanti le politiche di Renzi quando questo era in auge e smantellava i rapporti col mondo sindacale, dell’associazionismo e ha provocato tre scissioni nella presunta teoria dello sfondamento al centro e destra e del “con Renzi si vince” ammazzando il dibattito politico interno come hanno scritto Gianni Cuperlo o Fabrizio Barca in diverse occasioni. Quello per cui oggi ci troviamo a poco più del 19% a due punti nei sondaggi da Fratelli d’Italia».

Per De Lucia, «ognuno ha delle responsabilità, anche perché il golden boy, come si usava chiamare il senatore Renzi, aveva lo stesso cipiglio di oggi. Delle due l’una: o si era tutti sotto un incantesimo o si sono commessi pesanti errori di valutazione dall’attuale gruppo dirigente». Quanto alla strigliata ricevuta, «con amarezza prendo atto delle parole del Pd provinciale, nessuno mi ha chiamato anche sei i miei contatti dovrebbero essere ancora nel database della federazione e nessuno si è preso la briga di firmare personalmente questo scritto di sfiducia». —

E.Spa.

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