Il “condominio” dei gufi alle porte di Cavriago
Un gruppo di rapaci ha scelto un bagolaro per svernare in comunità
CAVRIAGO. Quando si pensa ai gufi, s’immagina che siano solitari e schivi, e di solito lo sono per la maggior parte dell’anno. Ma non d’inverno. L’unione fa la forza, e lo sanno anche i gufi che d’inverno preferiscono vivere in comunità, in attesa della bella stagione: quella degli amori, quando ognuno fa per sé per metter su famiglia.
Così da dicembre a febbraio i gufi comuni (Asio otus) scelgono un albero con una bella chioma su cui trascorrere la maggior parte della giornata in attesa della notte per andare a caccia di topi. E lo scelgono volentieri nei centri abitati, come il gruppo di gufi cavriaghesi che vivono in “condominio” su un grande bagolaro che si trova lungo una strada trafficata e vicino alle case. Sul grande albero i rapaci trascorrono tranquilli le ore diurne, ognuno su di un ramo diverso.
Se ne contano anche una decina tutti insieme: a volte anche di più, a volte meno. Ma ogni giorno sono lì, cercando di riposarsi nonostante il viavai di macchine e persone. E se ne stanno lì sia con il sole che con la pioggia o la neve.
Il gufo comune, che è diffuso in tutta Europa, in parte dell’Asia e nel Nordamerica, nidifica tra marzo e maggio. È un animale notturno. D’inverno diversi esemplari scelgono uno stesso albero come dormitorio (“roost”) per poi andare a cacciare di notte.
Per la maggior parte sono uccelli originari del territorio circostante, ma una parte può arrivare anche da altre nazioni. All’inizio della primavera si disperdono per accoppiarsi e nidificare. Si presume che i gufi scelgano di svernare insieme per scambiarsi informazioni sui luoghi dove cacciare. E quindi può darsi che nelle vicinanze ci siano prede a sufficienza per tutti. Da quando sono stati scoperti a Cavriago, è tanta la gente che li va a vedere, ed è inevitabile che i gufi vengano disturbati. Il rischio è che in futuro i gufi non scelgano più il grande bagolaro di Cavriago per trascorrere i mesi invernali. —
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