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«#Ioapro? Pessima iniziativa. Ci preoccupa anche la scuola»

Evaristo Sparvieri
«#Ioapro? Pessima iniziativa. Ci preoccupa anche la scuola»

Massari (Malattie Infettive): «Rispetto chi è in difficoltà, ma le norme servono». Sul rientro in aula delle superiori: «Occorrevano aperture mirate e monitorate»

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REGGIO EMILIA. Riapertura delle scuole superiori, con il ritorno in presenza al 50%. E la pattuglia di ristoranti di #ioapro, che hanno tenuto aperto a cena nonostante le norme previste dal decreto. Due fattori da tenere sotto osservazione in relazione all’andamento dei contagi. Ne è consapevole il dottor Marco Massari, direttore delle Malattie Infettive. «Non nascondo che in questa fase di significativa diffusione del contagio la riapertura delle scuole superiori mi preoccupa – afferma –. L’effettuare o meno le lezioni in presenza pone seri problemi sia dal punto di vista sanitario, sia da quello della didattica e dello sviluppo cognitivo e psicofisico dei ragazzi e di chi ci lavora». Per Massari, «nessuno ha la bacchetta magica per garantire allo stesso tempo il controllo del contagio e le lezioni in presenza, soprattutto in mancanza di dati epidemiologici affidabili che mancano in Italia», ma «è innegabile che quando la scuola nel suo complesso, quindi non solo la presenza in classe ma anche tutto quello che avviene prima e dopo le lezioni, si rimette in movimento, le infezioni tendono a risalire. E che oggi i tanti Paesi europei che sono in lockdown per l’incremento dei contagi e dei decessi hanno scelto la chiusura delle scuole, dall’Austria alla Germania alla Gran Bretagna».

Un rebus, quello del ritorno in presenza per le superiori, che ha tenuto banco fino all’ultimo, anche fra gli esperti del Comitato tecnico scientifico del Governo: «Queste incertezze si riflettono purtroppo anche a livello centrale – aggiunge il direttore di Malattie Infettive – con messaggi discordanti provenienti da istituto superiore di sanità, comitato tecnico scientifico, Dpcm e scelte delle varie regioni, senza trascurare l’intervento della magistratura amministrativa, tanto per semplificare le cose».

Una possibile soluzione? «A mio parere tra le varie cose sarebbe stato utile effettuare delle riaperture mirate per alcune settimane, a livello di scuola, di provincia o anche di regione partendo dalle zone con ridotta circolazione della infezione ed in maniera rigorosa e scientifica acquisire informazioni al fine di individuare il reale peso della riapertura sulla diffusione del contagio e le misure più efficaci per ridurre in questo contesto la trasmissione del virus».

Ma non c’è solo la scuola a preoccupare. Anche l’iniziativa #ioapro, per quanto più limitata, è andata contro le norme anti-contagio previste dai Dpcm. «Ho il massimo rispetto per tutti coloro che stanno affrontando un disagio economico e sociale – spiega Massari – ma io parlo da tecnico e penso che sia stata una pessima iniziativa. È innegabile che in ambienti chiusi e scarsamente ventilati, senza mascherina, c’è un altissimo rischio di trasmissione del contagio. Nella fase in cui ci troviamo il virus è ancora circolante. È incontrarsi in ambienti chiusi è un rischio che secondo me adesso non ci si può prendere. Siamo ancora in piena epidemia e penso che in linea di principio le disposizioni delle autorità debbano essere rispettate». —


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