Studenti rapinati, arrestati tre minorenni
Aggressioni in centro storico per pochi euro, poi le minacce: «Non devi dire niente, sappiamo chi sei e dove abiti...»
Ambra Prati
reggio emilia. Adolescenti allo sbando, che da bulletti si trasformano in rapinatori terrorizzando i giovanissimi in centro storico.
L’ultima indagine della Squadra Mobile ha portato all’esecuzione, giovedì scorso, di tre misure di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale per i minorenni di Bologna a carico di altrettanti studenti delle scuole superiori (di età fra i 16 e i 17 anni) che nell’ottobre scorso hanno aggredito e rapinato, per un bottino misero, dei ragazzini, minacciandoli con frasi come «non devi dire niente, sappiamo chi sei e dove abiti, altrimenti ti verremo a prendere». Ora i tre sono accusati di concorso in rapina aggravata: due minori sono stati accompagnati in una comunità, mentre al terzo è stata applicata la permanenza domiciliare (il corrispettivo degli arresti domiciliari per gli adulti).
Le rapine risalgono al 20 e al 24 ottobre scorso, pochi giorni dopo la sparatoria in piazza Del Monte (17 ottobre), quando Gaetano Lombardi sparò nel mucchio di un gruppo di giovani. L’operazione denominata “Bro”, brothers, indica un branco che prende di mira i più piccoli e soli, li ferma con una scusa, li accerchia e li spoglia di poche decine di euro.
Se il malcapitato accenna una resistenza, viene minacciato di ritorsioni. Nel primo episodio nel parcheggio dell’ex caserma Zucchi, dopo aver accerchiato un ragazzino, hanno approfittato di un momento di distrazione per strappargli dallo zaino il portafoglio, tra spintoni e sberleffi. Nel secondo episodio, in piazza della Vittoria, il pretesto utilizzato dai tre è stato di voler controllare l’abbonamento dell’autobus del minorenne: quando quest’ultimo ha estratto il portafoglio, glielo hanno strappato, intimandogli di non riferire a nessuno quanto accaduto perché altrimenti gliela avrebbero fatta pagare. Invece il ragazzino, accompagnato da un genitore, si è presentato in via Dante, dando avvio alle indagini della Squadra Mobile che è riuscita a risalire ai responsabili e a collegarli con la precedente aggressione. La presenza di bande giovanili nella nostra città non è una novità: risale al 2018, da parte degli uomini del dirigente Guglielmo Battisti, l’operazione Branco, che individuò e arrestò i (pochi) maggiorenni di una baby gang che rapinava i coetanei tra il Parco del Popolo, via Makallè e un centro commerciale. Tuttavia dallo scorso autunno, come ha sottolineato in primis il prefetto Iolanda Rolli, il fenomeno ha registrato un’impennata, tanto da indurre la questura ad allestire un pool trasversale (costituito da Volante, Divisione Anticrimine, Mobile in caso di reati, polizia postale, Municipale e servizi sociali del Comune) per contenere i criminali in erba.
A partire dalle segnalazioni ricevute dai cittadini su assembramenti di giovani, gli agenti della Municipale hanno eseguito “controlli quotidiani nei punti di ritrovo dei vari gruppi, identificando tantissimi minori”, hanno spiegato gli ispettori Marzia Prandi e Piero Catellani. Ha contribuito anche la polizia postale, monitorando i social e raccogliendo informazioni su eventuali incontri.
Il passo successivo è stato stringere il cerchio intorno ai giovanissimi -– l’età va dai 12 ai quasi 18 anni – più problematici, autori di comportamenti vessatori e molesti (o che giravano per il centro con un cutter in tasca, come un minore denunciato) interpellando i genitori. —
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