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Il leghista Vinci: «Lo sfottò? Era sul governo: abbiamo mangiato carne mica assaltato una caserma»

E.Spa.
Il leghista Vinci: «Lo sfottò? Era sul governo: abbiamo mangiato carne mica assaltato una caserma»

Il deputato del Carroccio sulla polemica innescata sui social: «Farò cancellare le multe. Per me è un dovere partecipare a #ioapro»  

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REGGIO EMILIA. «Adesso si vuole far credere che Lega e Fratelli d’Italia sono contro le forze dell’ordine? Quel post è contro il governo». È un po’ come avviene con le barzellette: se devono essere spiegate, vuol dire che non hanno fatto ridere. Per tre sere consecutive, il leghista Gianluca Vinci, è andato al ristorante per protesta. E per lui il post della compagna Giorgia Manghi «è bellissimo».

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«Si è mangiato benissimo – dice – sarà che da tre mesi non si poteva uscire. Ho ammirato i due ristoratori perché nonostante avessero già subito controlli hanno tenuto aperto. La coerenza oggi non è da tutti. Sono contento di aver dato loro voce. Non mi aspettavo così tanto consenso».

Onorevole, mentre il governo è in crisi un deputato non dovrebbe essere a Roma piuttosto che al ristorante?

«Chi cerca di sorreggere il governo è a Roma, con le mani alzate. Chi è all’opposizione è sui territori. Venerdì, sabato e domenica non c’è attività parlamentare. Siamo però pronti ad abbattere il governo».

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Non crede che un rappresentante delle istituzioni non dovrebbe incitare a disattendere le norme?

«La Lega e Fratelli d’Italia hanno ufficialmente appoggiato questa iniziativa. È disobbedienza civile, dentro la legalità. C’è chi chiede all’opposizione proteste più forti. Ma noi non andiamo a rovesciare le macchine come quelli di sinistra. Considero un dovere partecipare a questa iniziativa. Sarei un codardo a non farlo».

E le multe per cos’erano, scusi, se era tutto regolare?

«Ci siamo mangiati una grigliata di carne, mica abbiamo assaltato una caserma. E mi sono preso l’impegno di farle cancellare con un emendamento nelle prossime finanziarie, quando il Covid sarà finito».

Perché lei sa quando finirà? Non teme di contagiarsi o contagiare, e quindi non frenare una pandemia che semina morti ogni giorno?

«I ristoranti che hanno aderito mantenevano tutte le prescrizioni. Quello che non ci piace è l’imposizione di un coprifuoco. Poi si deve spiegare perché alcune categorie sono aperte e altre chiuse. Questo governo si è piegato con chi ha più potere contrattuale. Io prendo il treno sei volte a settimane. Gli studi indicano i treni Av fra i luoghi più a rischio. Ma io non mi sono ammalato».

Ecco, il negazionismo...

«Io non sono un negazionista. Ma penso di dover dare un esempio, che vuol dire non fare credere in cose sbagliate. Il Covid c’è e molte persone ne sono colpite, ma non è chiudendo i ristoranti la sera che si combatte. Un parlamentare poi deve essere il primo a non farsi blindare in casa. La Costituzione viene prima di Conte, prima del M5s e prima di tutte queste regole a casaccio che inventano, cambiandole di settimana in settimana, senza alcuna programmazione, sulla base degli esperti che piacciono a loro».

Anche la salute viene prima di tutto, si dice. Quindi non crede di dover dare il buon esempio nel rispetto di queste norme?

«Durante il lockdown ci hanno chiuso in casa ma il virus continuava a circolare. E ho tanti amici medici, del San Raffaele, che mi dicono di andare avanti. Ha visto che ritorno questa iniziativa?».

Non si può mica ridurre tutto a consenso però... Insomma, quel post della sua compagna ad esempio si poteva evitare. O no?

«La gente guarda le foto e non il contenuto».

Che sarebbe?

«Uno sfottò contro il governo. Una provocazione contro il governo. Le forze dell’ordine sono state sempre gentilissime. Dovrebbero occuparsi di criminali, ma sono costrette dal governo a occuparsi di persone oneste. Non è colpa loro. Ma se vuoi reazioni forti devi pubblicare contenuti forti». —

E.Spa.

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