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«Troppa incertezza a discapito di studenti, genitori e docenti»

E.Spa.
«Troppa incertezza a discapito di studenti, genitori e docenti»

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REGGIO EMILIA. Non c’è soltanto il rischio di sanzioni pecuniarie per gli avventori e i titolari dei locali che hanno aderito alla protesta #Ioapro.

Ma c’è anche il rischio di una chiusura più o meno prolungata dei locali stessi. È quanto prevedono le normative in materia, come spiega la prefetta Iolanda Rolli, indicando nella legge 689 del 24 novembre 1981 il riferimento legislativo.

Una decisione – quella di chiudere il locale che non rispetta la chiusura delle 18 – che può essere presa in maniera immediata anche dalle stesse forze di polizia che si recano sul posto per i controlli. Che, oltre alle eventuali multe e sanzioni pecuniarie emesse verso clienti e titolari delle attività, possono optare per una chiusura immediata con una durata fino a cinque giorni: provvedimento che può essere comminato nel caso verifichino ci siano le condizioni e non sussistano situazioni che possono andare a danno dell’ordine pubblico e della sicurezza.

«L’organo accertatore – spiega la prefetta Iolanda Rolli – ha la possibilità nell’immediatezza di valutare le condizioni e quindi comminare sia una sanzione pecunaria e sia una accessoria con la chiusura fino a cinque giorni. La Prefettura non ha la possibilità di operare nell’urgenza».

Proprio in Prefettura, tuttavia, arrivano di volta in volta i diversi verbali dei vari controlli messi in campo sul territorio dalle forze dell’ordine.

Ed è sulla base di questi verbali che per i locali disobbedienti si può aprire la strada di una chiusura anche superiore ai cinque giorni.

Una decisione questa, che viene presa in ogni caso dopo un contradditorio, valutando anche se la sanzione amministrativa sia stata già pagata o meno. —

E.Spa.

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