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Bombola scoppia e parte come un missile I vigili del fuoco: abbiamo rischiato la vita

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Ventidue autobus avvolti dalle fiamme. Esplosioni e un crollo durante lo spegnimento del rogo nel deposito di Seta

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REGGIO EMILIA. Prima che si scatenasse l’inferno, un autista è rientrato al volante dell’autobus dal quale – non sembrano esserci dubbi – si sono scatenate le fiamme nel deposito di Seta, propagatesi su 22 autobus di cui 13 sono andati distrutti e 2 che sono stati seriamente danneggiati. Altri 7 mezzi hanno riportato lievi danni e sono stati ripristinati, infatti già da ieri hanno potuto prendere servizio. Danni comunque per circa 3 milioni, ma siamo solo alle stime, viste le precarie condizioni anche della struttura.

L’autista, così come i testimoni dell’incendio di domenica sera, sono stati sentiti dalla Squadra mobile, su mandato del sostituto procuratore Iacopo Berardi, che ha aperto un fascicolo per ora senza indagati, con l’ipotesi di incendio.

Un incendio il cui innesco sarebbe accidentale, secondo le prime verifiche. Nessuna pista è esclusa ma non sono stati trovati inneschi né residui sospetti. Nel caso in cui fosse confermata l’accidentalità, resta da capire se ci siano eventuali profili di colpa.

«Non sappiamo ancora le cause che saranno stabilite dalle indagini – afferma il presidente di Seta, Antonio Nicolini, nella conferenza stampa convocata per informare sul bilancio dei danni – l’autobus da cui sono scaturite le fiamme era stato parcheggiato lì da poco, non sappiamo da quanto. Era il primo della fila che avendo preso fuoco, ha coinvolto tutti gli altri. Al di là di questo, la cosa più importante è che non si sia registrato alcun ferito».

Il rogo è scoppiato a poche ore dalla ripresa delle lezioni in presenza nelle scuole reggiane ma il servizio di trasporto pubblico locale è comunque ripartito: «Il nostro personale ha lavorato tutta la notte ed è riuscito a rimettere in servizio 5-6 mezzi di quelli intaccati leggermente dall’incendio. Ma abbiamo potuto contare su 6 mezzi arrivati da Modena e tre da Tper di Bologna, che ringrazio per il supporto» chiarisce il presidente di Seta. Nove dei tredici mezzi distrutti erano bus urbani alimentati a gpl e avevano un’anzianità di servizio di circa 15 anni, gli altri quattro erano di più recente acquisizione, Euro 6, alimentati a gasolio. Oltre ai mezzi è stata gravemente danneggiata quindi una delle pensiline sotto la quale vengono alloggiati i bus: la copertura in metallo è parzialmente crollata a causa del calore sviluppatosi e la struttura risulta inagibile. L’area interessata dall’incendio è stata transennata e sottoposta a sequestro, mentre il resto del deposito è agibile e non ha subito danni.

In Procura è stato aperto un fascicolo – l’accusa è incendio – al momento senza indagati. L’inchiesta della Mobile è coordinata dal pm Iacopo Berardi. Accertamenti tecnici in corso dei vigili del fuoco e della polizia scientifica. Sentiti dei testimoni oculari, dovrebbe escludersi l’atto doloso, mentre sono ancora in fase di verifica elementi che, se confermati, potrebbero inquadrare un’ipotesi colposa. Seta ha aperto a sua volta un’inchiesta interna per appurare le cause e le eventuali responsabilità. L’azienda non è nuova all’incendio dei mezzi, soprattutto a Modena. «Ma gli eventi non hanno punti in comune» assicura Nicolini. In genere a innescare l’incendio accidentale è l'impianto elettrico o una rottura meccanica con trafilamento di olio o combustibile su parti calde del motore o della marmitta. Nell’autobus andato a fuoco resta da verificare anche la condizione dell'impianto gpl. —

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