«Il Pd vuole chiudere con me? Me lo dica occhi negli occhi»
REGGIO EMILIA. Il caso De Lucia non è chiuso. Per niente. Queste le parole del consigliere dem Dario De Lucia messe sotto accusa nei giorni scorsi dal Pd: «Il numero due di Renzi era Graziano Delrio. Ricordiamo il passato per migliorare il futuro». Un’accusa, quella del Pd, lanciata su Facebook. Ed è lì che è rimasta.
«Dopo l’infelice scritto di qualche giorno fa – ha ribadito ieri De Lucia sul suo profilo Fb – nessun dirigente del Pd Reggio Emilia mi ha chiamato per ricucire e appianare le divergenze (salvo il sindaco Vecchi). Oggi (ovvero ieri, ndr) manderò io delle richieste formali di incontro, se vogliono chiudere il rapporto almeno facciamolo guardandoci negli occhi e non sui social, come si fa in tutte le relazioni tra adulti». Un invito che arriva dopo un altro appello di De Lucia che risale a due giorni fa: «Con amarezza prendo atto delle parole del Pd di Reggio Emilia, nessuno mi ha chiamato anche sei i miei contatti dovrebbero essere ancora nel database della federazione, e nessuno si è preso la briga di firmare personalmente questo scritto di sfiducia. Se si vogliono chiedere le miei dimissioni per reato di lesa maestà allora si chiedano non a mezza voce. Penso che le prerogative del partito in cui da milito da 13 anni debbano essere altre e alte rispetto a fare il grande fratello sui social network dei suoi iscritti. Scrivo questo di ritorno da un sopralluogo a una casa popolare dove ho spiegato a un lavoratore che con il contratto a tempo indeterminato post jobs act non avrà la sicurezza dell'impiego dopo la fine del periodo di cassa integrazione a marzo 2021». A intervenire sul caso De Lucia è anche il gruppo consiliare della Lega: «Inaccettabile che l’amministrazione della città sia in balia degli screzi all'interno del Pd. Nel suo post – scrivono i consiglieri leghisti – il consigliere Dario De Lucia parla di un sistema di potere falso e democristiano. Saremmo proprio curiosi di sapere cosa intende il consigliere con tale espressione. Quello che è certo è che il Pd reggiano è propenso non a premiare la competenza e il merito, ma a mandare avanti come sempre gli amici degli amici di questa amministrazione. Insomma, per fare carriera ed avere incarichi nel Pd devi essere uno “Yes Man”. E proseguono: «Al consigliere De Lucia, confidando nella sua autonomia, rivolgiamo l'invito di smetterla di prestarsi a questo teatrino tra correnti del Pd». —
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