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Pastificio Barbieri: a Casumaro narra la propria storia

L.V.
Pastificio Barbieri: a Casumaro narra la propria storia

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CORREGGIO. I prodotti della tavola reggiana hanno sempre suscitato comprensibile interesse fra gli amanti della buona cucina; ora incuriosiscono, giustamente, anche la cultura alimentare. Ne dà tangibile conferma il progetto presentato nei mesi scorsi a Casumaro (Ferrara), promosso dal Polo scolastico estense che comprende la Scuola alberghiera e quella di agraria, che ha coinvolto il pastificio Barbieri di Correggio.

«L’iniziativa si prefigge di avvicinare e ridurre lo scollamento fra il mondo della scuola a quello del lavoro – ha spiegato il dirigente della scuola ferrarese Massimiliano Urbinati – poiché i giovani non hanno l’esatta percezione della qualità e della capacità delle nostre imprese. Facendo entrare i loro rappresentanti nelle aule scolastiche si consente di spiegare come hanno fatto a lanciare i prodotti sul mercato e gli studenti entrano così nel cuore delle aziende. Attraverso l’entusiasmo che anima i titolari possono rendersi conto dei tesori di capacità ed esperienza che possono acquisire e ciò può agevolare il loro ingresso nel mondo del lavoro. Impresa e scuola insieme possono fare grandi cose».

L’invito è stato accolto da Riccardo Ferretti e Pierluigi Saccardi, che guidano l’impresa correggese e che hanno dato la loro disponibilità a collaborare. «L’operazione ci ha incuriosito – spiega Saccardi – anche perché coincide con il centenario del nostro marchio. Siamo poi pienamente convinti che il “food” vada sostenuto e noi ci adoperiamo per rilanciare il nostro pastificio del quale andiamo fieri anche perché ha saputo accomunare ricerche prebiotiche e probiotiche. Possiamo andare in aula e spiegare ciò che, dal 1920, i maestri pastai correggesi e quelli emiliani hanno saputo sviluppare». —

L.V.

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