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Le indagini  

Al vaglio filmati, presenze e manutenzione degli autobus

E.L.T.
Al vaglio filmati, presenze e manutenzione degli autobus

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REGGIO EMILIA. Chi c’era mentre scoppiava l’incendio sotto la pensilina, chi doveva controllare l’area e i guasti, qual è stato il malfunzionamento e perché si è verificato sull’autobus che ha innescato quell’inferno di fuoco? Sono tutti gli interrogativi sui quali si stanno concentrando le tre diverse inchieste e verifiche in corso sul rogo di domenica sera, che ha coinvolto 20 autobus di Seta nel deposito di via del Chionso.

L’inchiesta vera e propria è quella penale affidata al sostituto procuratore Iacopo Berardi, che sta raccogliendo le informative inviate dai vigili del fuoco e della squadra mobile della questura di Reggio. C’è poi la cosiddetta inchiesta interna di Seta, che ha consegnato alla questura i registri, gli ordini di servizio oltre ai filmati della videosorveglianza. Tutti dati che vengono ora incrociati per capire anche chi fosse presente o meno sul posto. La terza verifica è quella dei periti dell’assicurazione, che dovrà sborsare un risarcimento milionario e che necessita di dinamiche e stime.

Su tutto restano però i dubbi sulla manutenzione legata ai mezzi, nello specifico a quello andato a fuoco, un autobus Man a gpl del 2003, che fa parte di una flotta che ha sempre dato problemi a Seta sotto il profilo della manutenzione.

Una vecchia “eredità” che doveva essere archiviata a breve visto che tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 è già prevista la consegna nel bacino provinciale reggiano di venti nuovi mezzi a metano hybrid da 12 metri, quale primo acquisto del lotto di gara congiunta regionale attualmente in corso di aggiudicazione.

Sarà poi necessario investire altri 1,6 milioni di euro per realizzare la stazione di rifornimento a metano al posto di quella attuale a gpl, dove l’autobus poi andato a fuoco ha fatto rifornimento caricando centinaia di litri di combustibile, per poi essere parcheggiato accanto agli altri mezzi carichi di metano. Sulla questione è partita la richiesta avanzata in Comune a Reggio dai consiglieri 5 stelle Gianni Bertucci, Fabrizio Aguzzoli e Paola Soragni, che chiedono trasparenza, a partire dai presidi antincendio presenti nel deposito e da chi ne è responsabile: i tre chiedono inoltre come si svolga la sorveglianza della struttura. —

E.L.T.

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