Anagrafe, ranghi all’osso 5 mesi per una carta d’identità
«Lavoriamo con meno personale in ossequio al distanziamento sociale». Intanto il Comune sta pensando di aprire nuovi uffici per ridurre l’arretrato
REGGIO EMILIA. Se fossimo in un romanzo di Saramago, allora sì che il Signor Josè, impiegato comunale senza un briciolo di vita sociale oltre il suo ufficio all’Anagrafe, avrebbe oggi tutto il tempo e il modo di scrutare nelle vite degli altri, partendo dai documenti da rinnovare o dagli atti da autenticare. Avrebbe tutto il tempo e il modo perché... sarebbe solo tutto il giorno nel suo ufficio.
Certo, con una mole sempre crescente di pratiche da sbrigare e – di conseguenza – tempi biblici per l’attesa. A Reggio Emilia, all’anagrafe di via Toschi occorrono oggi 5 mesi per rinnovare la carta d’identità scaduta. In altre parole: ieri t’è scaduta la carta d’identità, chiami diligentemente il Comune e dal Comune ti fissano l’appuntamento. Per l’8 giugno.
«Purtroppo la situazione è questa» ammette il dirigente dell’anagrafe comunale Alberto Bevilacqua, che spiega: «I tempi così lunghi per un appuntamento sono dovuti alle misure anti-Covid. Per rispettare le regole sul distanziamento sociale abbiamo dovuto ridurre il numero di postazioni a disposizione e quindi, ad esempio negli sportelli di via Toschi da 13 potenzialmente operativi siamo dovuti passare a 4, e la stessa drastica riduzione si è resa necessaria nelle sedi decen trate».
Invero, in questo spaccato non c’è nulla di reggiano, dal momento che – assicura Bevilacqua – tutti gli uffici dell’anagrafe si trovano nella medesima situazione.
«Va detto tuttavia – sottolinea Bevilacqua – che proprio in considerazione dell’emergenza, tra le misure messe in atto in questo anno dal governo vanno considerate tutte le proroghe emanate sin qui per tutti i documenti d’identità in scadenza. Quella attualmente in vigore scade il 30 aprile».
E proprio in ragione di questi aggiustamenti messi in atto dal governo, il rinnovo dei documenti rischia di essere uno dei tanti problemi che la riduzione improvvisa e drastica del personale dell’Anagrafe ha comportato.
A Reggio Emilia, sono anche altri gli atti urgenti che devono aspettare a causa di queste misure. E parliamo sempre di atti che non si posso espletare se non di persona. «L’allungamento dei tempi – spiega il dirigente comunale – riguarda anche gli atti notori e le successioni. Si tratta di provvedimenti in genere urgenti per espletare comunque i quali cerchiamo di attrezzarci al meglio anche in questo periodo di emergenza».
Del resto, se l’obiettivo comune è quello di un graduale ritorno alla normalità è pur vero che questa normalità non è nelle mani degli uffici pubblici che comunque sono chiamati a far fronte all’emergenza: «È quello che stiamo facendo – spiega ancora il dirigente dell’Anagrafe – ad esempio con aperture straordinarie degli uffici».
Un’altra misura che il Comune si appresta ad attuare è quella di “occupare” altri spazi con gli sportelli che non riesce oggi a rendere operativi in via Toschi e nelle altre sedi decentrate. In altre parole, si pensa all’apertura di sportelli d’emergenza in altri spazi, già nella disponibilità del Comune o in via di acquisizione. —
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