Gazzetta di Reggio

Reggio

l’accusa degli studenti autorganizzati 

«Aule minuscole e autobus a fuoco La scuola è quella di settembre»

M.R.
«Aule minuscole e autobus a fuoco La scuola è quella di settembre»

La portavoce Sara Marzolino «C’è bisogno di cambiare  il modello scolastico e vogliamo occuparcene noi» Venerdì il presidio in piazza 

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REGGIO EMILIA. «Occupiamoci delle scuole». È l’appello degli Studenti Autorganizzati, che ieri mattina si sono presentati al polo scolastico di via Makallè con megafono e striscioni per annunciare la manifestazione di venerdì (ore 16) in piazza Prampolini. «È bastato tornare in classe un giorno – spiega Sara Marzolino, portavoce del gruppo – per avere la certezza che nulla è cambiato da settembre se non il numero di studenti. Gli spazi sono gli stessi, pochi e in edifici non ristrutturati, le classi piccole e con troppi alunni, e i mezzi pubblici non riescono a rispondere alle esigenze non solo della popolazione studentesca, ma anche del resto della cittadinanza». Come se non bastasse il ritorno in classe degli studenti delle superiori è stato anticipato, domenica sera, dall’incendio nel deposito degli autobus Seta di via del Chionso. «Le indagini – continua Marzolino – sono in corso, ma si parla di un cortocircuito del motore a gpl di un vecchio mezzo: questo dimostra che nonostante le tante e belle parole neanche la manutenzione degli autobus è di interesse di Seta e dell’amministrazione. Ci erano stati garantiti più mezzi e sicuri, e dove sarebbero? Mezzi di trasporto che rischiano di andare a fuoco durante la loro corsa (cosa già successa più volte nella nostra città), di certo non sono una bella garanzia per la nostra vita».

L’accusa è che «anni di tagli indiscriminati alla scuola pubblica», mancanza di risorse e anche «penetrazione di paradigmi di privatizzazione e orientamento sempre più lavorativo» abbiano portato a un modello scolastico «fallimentare e irrecuperabile». «Il Covid – spiega Marzolino – ha solo evidenziato problemi strutturali della scuola. Problemi che non vengono mai affrontati seriamente. Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale – aggiunge – a partire dall’edilizia scolastica fino al metodo di insegnamento, e questo cambiamento può partire solo dal basso: da noi studenti». A due giorni dal rientro in classe di circa diecimila alunni delle scuole superiori (il 50% del totale), mentre gruppi di ragazzi hanno deciso di scioperare contro le lezioni in presenza per una mancanza di sicurezza, gli Studenti Autorganizzati propongono “una terza via”: «Sia la didattica a distanza che l’attuale scuola in presenza non funzionano: noi vogliamo creare un confronto per essere coloro che si prendono cura delle proprie scuole, il cambiamento deve partire da noi. In questi anni governi e amministratori hanno avuto il tempo per occuparsi delle scuole e non hanno fatto niente, ora tocca a noi». Ecco perché è importante andare in piazza venerdì, spiega: «Non stiamo vivendo solo una emergenza sanitaria, ma anche una gravissima crisi climatica, sociale, economica e culturale che si rifletterà su di noi e sul nostro futuro. La scuola che vogliamo tiene conto di tutto ciò, basandosi su valori ecologisti, anti-razzisti, anti-sessisti. È giunto il nostro tempo – conclude – occupiamoci della scuola». —



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