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Il progetto 

Covid, Mm Operations e Ghepi selezionate dal governo Usa

Covid, Mm Operations e Ghepi selezionate dal governo Usa

Finanziamento da 10 milioni di euro per un totale di 25 imprese scelte in Italia impegnate nell'emergenza sanitaria. Bonaccini: «Contributo alla ripresa»

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REGGIO EMILIA. Ci sono due aziende reggiane tra le 25 società italiane – 9 quelle emiliano-romagnole – che fanno parte del progetto Invest, promosso dal Governo degli Stati Uniti attraverso l’agenzia federale Usaid che punta a supportare il settore privato italiano impegnato in prima fila nella lotta alla pandemia di Coronavirus e nella produzione di dispositivi come mascherine e test rapidi, sistemi di sanificazione innovativi o speciali barelle di bio-contenimento per spostare i pazienti. Si tratta della Ghepi di Cavriago e della Mm Operations di Reggio. Quest’ultima è una delle imprese reggiane convertitesi in parte nell’aprile scorso per produrre mascherine contro l’emergenza Covid-19. Una riconversione avvenuta in due settimane nell’hub dell’azienda a San Martino in Rio, dedicato precedentemente al settore moda, per produrre mascherine. Grazie all’esperienza delle sue maestranze e investimenti nella modifica di alcuni macchinari l’azienda che si occupa di logistica integrata si era attrezzata per aumentarne la disponibilità.

Stessa storia per Ghepi, che poco dopo ha voluto dare a sua volta una risposta alla forte esigenza e alla difficile reperibilità delle tradizionali mascherine chirurgiche monouso, avviando un percorso di ricerca e progettazione industriale insieme a Provide Solutions della rete di imprese Operatech. Forte dei suoi 48 anni di esperienza nella lavorazione di materiali termoplastici – applicati a componenti meccanici di precisione per molteplici settori industriali fra cui anche ossigenatori per cardiochirurgia e macchine per diagnostica in vitro – anche Ghepi aveva quindi avviato un percorso di ricerca che ha portato all'ideazione e alla produzione di ReMask, una mascherina protettiva durevole, riutilizzabile e riciclabile, che permette di ridurre gli sprechi e il continuo riacquisto delle mascherine chirurgiche

Ora il progetto promosso dall’amministrazione americana è stato presentato in un evento online organizzato dall’Ambasciata americana a Roma, in collaborazione con la stessa Regione Emilia-Romagna durante il quale sono state presentate le 25 aziende selezionate e suddivise in tre settori: prevenzione, diagnostica e trattamento. Le altre 7 imprese emiliano-romagnole coinvolte nel progetto sono la Stem di Medesano (Parma), Lesepilado di Osteria Grande di Castel San Pietro (Bologna), Denken Italia di Mercato Saraceno (Forlì-Cesena), Automa 2000 di Cesena, Nilma di Parma, Omnidermal Biomedics di Parma e MP di Rimini. «Le Regioni italiane hanno svolto un ruolo fondamentale - dice il presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini - non solo nella lotta alla pandemia dal punto di vista sanitario, ma anche nel sostenere la resilienza del tessuto sociale ed economico di fronte all’onda d’urto delle restrizioni necessarie a contenere il virus. In questi mesi abbiamo lavorato a stretto contatto anche col settore privato, che ha dato prova di flessibilità, responsabilità e capacità innovativa. Questa sinergia – conclude – continua a fornire un contributo importante nella lotta quotidiana alla pandemia del nostro Paese, mettendo in mostra le potenzialità dell'Italia». —

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