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Imprese, il calo si fa sentire ma la base resiste all’epidemia

Imprese, il calo si fa sentire ma la base resiste all’epidemia

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REGGIO EMILIA. Unioncamere Emilia-Romagna ha elaborato i dati del Registro imprese delle Camere di commercio e quindi la “demografia” delle imprese. Per ora, gli effetti della pandemia non appaiono dall’esame dei saldi, ma solo se si considerano separatamente i flussi dell’anagrafe delle imprese. Nel 2020, rispetto allo stesso trimestre del 2019, le iscrizioni (5.067) sono sensibilmente diminuite, e più rapidamente hanno fatto le cessazioni (6.251). Entrambi i flussi fissano un nuovo minimo assoluto. Per questa ragione la nati-mortalità è risultata negativa, ma il saldo si è ulteriormente ridotto, al minimo degli ultimi 5 anni.

L’andamento demografico dell’imprenditoria nel 2020 è apparso quindi caratterizzato da una diffusa incertezza sull’evoluzione della crisi pandemia. C’è da considerare che normalmente poi, molte comunicazioni di chiusura dell’attività pervenute al Registro delle Imprese negli ultimi giorni dell’anno vengono statisticamente conteggiate nel successivo ed è quindi nel primo trimestre 2021 che si attendono le maggiori ripercussioni della crisi determinata dalla pandemia.

Le imprese attive a fine 2020 erano 397.767, con una diminuzione pari a 1.989 unità (-0,5 per cento) rispetto al termine del 2019. La perdita è risultata pari ai due terzi di quella riferita ai 12 mesi precedenti (-3.073 unità, -0,8 per cento). Anche in questo caso, gli effetti negativi della pandemia non emergono ancora dalla sola analisi della variazione dello stock delle imprese, per ora la base imprenditoriale tiene.

La disaggregazione dei dati permette di evidenziare gli effetti della pandemia. La base imprenditoriale regionale si è ridotta in quasi tutti i macrosettori, più rapidamente in agricoltura, in misura poco più contenuta nel commercio e nell’industria, mentre è aumentata, anche se solo lievemente, nelle costruzioni e nel complesso dei servizi diversi dal commercio.

La riduzione della base imprenditoriale è stata determinata dall’andamento negativo delle ditte individuali, scese di 2.579 unità (-1,2 per cento), e dalla riduzione più rapida delle società di persone (1.816 unità, -2,4 per cento). —

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