Nascondeva cocaina nel sottoscala di casa Condannato a 4 anni
reggio emilia. L’operazione antidroga dei carabinieri aveva portato – il 24 febbraio scorso – sino a uno stanzino a ridosso della tromba delle scale di un condominio in via Fratelli Rosselli, a Coviolo, che era stato adibito a deposito di 90 grammi di cocaina.
Erano iniziati così i guai per Erlind Doka, 34 anni, albanese, disoccupato e senza fissa dimora. Ha trascorso un periodo agli arresti domiciliari, poi trasformati in obbligo di dimora a Reggio Emilia in attesa del processo – con rito abbreviato, quindi con sconto di pena di un terzo – che si è tenuto ieri davanti al giudice Chiara Alberti. Accolta, in aula, la richiesta di pena della pm Isabella Chiesi, cioè 4 anni di reclusione. Una sentenza che l’avvocato difensore Federico De Belvis intende impugnare: «Faremo appello – replica il legale all’uscita dall’aula – perché le attenuanti generiche, cioè il comportamento processuale del mio assistito che fin da subito ha confessato, sono state considerate in forma ridotta». Tecnicamente la difesa fa riferimento ad un ulteriore sconto di pena se nel secondo grado le attenuanti generiche verranno considerate prevalenti sui precedenti penali di Doka (che è un plurirecidivo). Per il momento così non è stato, in quanto il giudice Alberti ha valutato le attenuanti generiche equivalenti sulla recidiva, il che non ha portato a nessuna limatura della condanna al di là di quella connessa con la scelta del rito alternativo.
In febbraio una pattuglia dei carabinieri, transitando in via Fratelli Rosselli, avevanotato il 34enne entrare in un portone. Poiché il giovane è noto ai militari per i suoi trascorsi, soprattutto in materia di reati contro il patrimonio, i carabinieri si sono insospettiti e hanno deciso di seguirlo all’interno della palazzina: cogliendo nel segno, visto che il 34enne – come è emerso in seguito – faceva la spola tra la strada e il sottoscala per prelevare le dosi di “polvere bianca” da smerciare. L’immediata perquisizione del sospettato faceva saltare fuori, dalla tasca anteriore dei pantaloni, 5 dosi di cocaina in pietra già confezionate, mentre nello sgabuzzino veniva trovato un barattolo di vetro contenente un bilancino di precisione e una cinquantina di dosi di cocaina dello stesso tipo. —
T.S.
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