«Per Seta l’incendio è un colpo durissimo. Siamo costretti a comprare altri mezzi»
L’azienda è alla ricerca sul mercato di nuovi autobus ma assicura un servizio regolare. Nicolini: «È un anno di sofferenza»
REGGIO EMILIA. Di questi tempi servono più mezzi e autisti per meno passeggeri paganti. Una necessità dettata dalle misure anti Covid che pesa però come un macigno sui conti delle aziende del trasporto pubblico. Se a questi aggiungi un incendio con danni per oltre 3 milioni di euro, si può comprendere la morsa nella quale rischia di trovarsi Seta. Al netto dei futuri risarcimenti che giungeranno dall’assicurazione, l’azienda è costretta ora a reperire mezzi sostitutivi da altre flotte mettendo mano al portafogli. Per questo il presidente Antonio Nicolini, quando torna a parlare del devastante incendio di domenica sera, lo bolla come «un colpo durissimo» per Seta.
L’azienda degli autobus e dei pullman si sta già attrezzando per ricercare sul mercato «in tempi strettissimi» nuovi autobus per sostituire i tredici distrutti e i nove danneggiati dal devastante incendio scoppiato domenica sera nel deposito aziendale di Reggio Emilia, e garantisce agli utenti di quel bacino il regolare svolgimento del servizio nei prossimi giorni.
Ma, sottolinea Nicolini, quanto avvenuto «costituisce un episodio di eccezionale gravità e dalle conseguenze potenzialmente molto serie». La «perdita simultanea di quasi venti autobus, in questo momento di grande sofferenza economica per il nostro settore, è già di per sè un colpo durissimo che può mettere in ginocchio molte aziende di trasporto pubblico», sottolinea. Inoltre, «che ciò sia accaduto quando con la ripresa delle lezioni in presenza ci viene chiesto un significativo sforzo per potenziare il servizio, acuisce ulteriormente le difficoltà che dobbiamo affrontare».
Il presidente rivolge poi un «sincero e sentito ringraziamento alla comunità di Reggio Emilia che, nelle sue varie componenti, si è attivata con professionalità, dedizione e solidarietà», indirizzato in particolare a vigili del fuoco, forze dell’ordine, istituzioni locali. Grazie, prosegue Nicolini, «all’agenzia per la mobilità, nonché a Tper e alle altre aziende di trasporto pubblico dell’Emilia-Romagna che hanno fornito subito mezzi aggiuntivi e disponibilità di supporto operativo».
Senza dimenticare, infine, «il ruolo dei nostri dipendenti che – già in servizio o richiamati dai colleghi – sono intervenuti nell’immediatezza dell’evento, dimostrando dedizione e responsabilità e prodigandosi per mettere in sicurezza quanti più mezzi possibile, fornendo altresì un prezioso supporto ai vigili del fuoco».
Nel frattempo l’azienda di trasporto pubblico «confida che venga presto fatta piena luce da parte degli inquirenti sulle cause dell’incendio e sulle eventuali responsabilità» e ha aperto «come da prassi» anche una procedura di indagine interna. Un fronte caldo, visto che presuppone il vaglio delle procedure relative alla manutenzione dei mezzi, alla mancata rilevazione del guasto dell’autobus del 2003 a gpl dal quale è partito poi l’incendio, che ha distrutto mezzi e pensilina. —
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