Sciopero delle toghe onorarie, udienze in tilt
Saltano le cause civili e quelle davanti ai giudici di pace. L’astensione sino a venerdì: «Senza tutele e retribuzioni indegne»
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA. Lo sciopero dei magistrati onorari picchia duro anche nel nostro palazzo di giustizia.
A fronte di «tutele del tutto assenti» e di «una retribuzione indegna», è ripartita in tutta Italia la protesta dei precari della giustizia (si asterranno dall’attività sino a venerdì) e in tribunale a Reggio Emilia l’adesione è stata massiccia, visto che oltre la metà delle 29 toghe onorarie in servizio hanno scioperato. Nello specifico hanno abbracciato la protesta 9 giudici onorari (got)su 12, quasi tutti i giudici di pace (7 su 8) e 2 vice procuratori onorari (vpo) sui 9 in attività. Un primo giorno di sciopero che ha portato conseguenze evidenti nelle aule reggiane: paralizzati i procedimenti civili (sfratti, controversie mobiliari, amministratori di sostegno) e quelli davanti al giudice di pace, mentre sul versante penalistico è saltata un’udienza.
Un vento di mobilitazione che era stato anticipato – lunedì – nella vicina Parma con un flash mob davanti al palazzo di giustizia, con la magistratura onoraria parmigiana che lì ha incassato la concreta solidarietà (hanno partecipato alla manifestazione) del procuratore Alfonso D’Avino, ma anche del presidente del tribunale (Pio Massa) e dell’Ordine degli avvocati (Simona Cocconcelli).
«Non è tollerabile l’indifferenza dello Stato verso questa categoria di lavoratori» afferma in una nota la Consulta della magistratura onoraria, segnalando che all’assoluta carenza di tutele (assistenziali e previdenziali) connessa a una retribuzione del tutto inadeguata, si unirà tra qualche mese, per effetto della riforma Orlando, anche «un dimezzamento degli impieghi, a scapito dell’efficienza degli uffici giudiziari».
Poi l’ulteriore affondo: «Un Governo che si professa europeista disattende completamente le sentenze della Corte di Giustizia e le direttive cui, quale Paese aderente all’Unione, è obbligatoriamente vincolato».
La Consulta ritiene «incostituzionale, e sordo a tutti i moniti nazionali, della Anm e della Corte Costituzionale, nonché sovranazionali, il ddl di modifica della riforma Orlando, prospettato come soluzione dalle senatrici Valente ed Evangelista». In quest’ottica la Consulta informerà la Commissione europea «per le opportune valutazioni in termini di Recovery Fund, non essendo, nei piani italiani, previsto un solo centesimo per la magistratura precaria in servizio». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
