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Fagioli, tre commesse da 80 milioni di euro in Africa, Asia e Usa

L.V.
Fagioli, tre commesse da 80 milioni di euro in Africa, Asia e Usa

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SANT’ILARIO D’ENZA. Il nome Fagioli è sempre più un vanto per l’imprenditoria reggiana. Dopo aver visto quel marchio in prima linea per la realizzazione di straordinarie opere (solo per fare un esempio il nuovo ponte di Genova) ora lo troviamo impegnato in tre nuovi importanti progetti del settore Oli&Gas che verranno realizzati in tre diversi continenti, nell’Est dell’Africa, in Asia e in America. L’importo complessivo delle tre commesse è di 80 milioni di euro.

Ciò costituirà una spinta ulteriore alla crescita dell’azienda guidata da Fabio Belli che è in grado di offrire un servizio completo all’intera catena logistica. Il quartiere generale si trova a Sant’Ilario (dove è stata fondata nel 1955) ma a disposizione ci sono i centri di Houston (in Texas) e Singapore, oltre a 17 società operative distribuite a varie latitudini. L’azienda, che dà occupazione a oltre 600 dipendenti ha realizzato nel 2019 un fatturato di 195 milioni di euro (+40% sul 2018), dei quali l’85% ottenuti all’estero. Le stime per i risultati del 2020, in fase di definizione, si avvicinano ormai ai 200 milioni di euro.

Veniamo dunque ai tre nuovi ordini che sono indubbiamente destinati a elevare ulteriormente i rendiconti dell’azienda.

La prima commessa ha per epicentro l’Africa dove la Fagioli opererà attraverso un’apposita joint venture, un ramo operativo presente sul territorio. L’impegno assunto prevede la progettazione e l’esecuzione di trasporti eccezionali compreso il sollevamento di grandi blocchi tramite l’impiego di gru cingolate. In Asia dovrà invece eseguire operazioni di sollevamento di ben 7 reattori di raffinazione, ognuno del peso di 2.000 tonnellate, utili per il programma di ammodernamento di una raffineria situata in Tailandia che si assumerà il compito di produrre combustibili di ultima generazione. Per il terzo contratto, negli Stati Uniti, Fagioli agirà infine attraverso la propria controllata di Huston e dovrà svolgere operazioni di movimentazione e istallazione, in Louisiana, dei moduli di un nuovo apparato di liquefazione di gas metano, uno dei maggiori esistenti nell’area del Golfo del Messico. Dunque tre commesse in tre diversi continenti che rafforzano ulteriormente la leadership mondiale della impresa reggiana. —

L.V.

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