Gazzetta di Reggio

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L’OPERAZIONE dell’ANTIMAFIA 

Fatture false per i casalesi: indagini nel Reggiano

E.L.T.
Fatture false per i casalesi: indagini nel Reggiano

Inchiesta in Toscana sulle società “cartiere”: eseguite 34 misure cautelari, coinvolto un 29enne di Quattro Castella

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REGGIO EMILIA. Criminalità organizzata e fatture false. Un binomio ormai collaudato a Reggio Emilia, dove ora il motore economico basato su operazioni inesistenti è andato però questa volta a vantaggio della Camorra. Un sistema di fatture false usate per reimpiegare ingenti quantità di denaro di provenienza illecita. Sistema rilevato nel 2016, dopo investimenti immobiliari e commerciali sospetti fatti a Siena, effettuati attraverso società operanti nei settori commerciale e immobiliare. Fatture false per le quali è indagato, insieme ad altre 33 persone, anche Tommaso De Luca, 29enne residente a Quattro Castella, accusato in concorso con altri di dichiarazione fraudolenta, e colpito da una misura cautelare blanda tra quelle inflitte, ma che gli nega la possibilità di lavorare in una delle società finite sotto indagine.

Il sistema fraudolento era radicato però in Toscana – con propaggini fini in Emilia – dove è scattata l’inchiesta condotta dalla guardia di finanza, e coordinata dalla Dda di Firenze, che ieri ha portato all’esecuzione di 34 misure cautelari.

Tra quelle disposte dal gip Federico Zampaoli su richiesta del pm della Dda Giulio Monferini ci sono quattro arresti in carcere, 6 ai domiciliari, 9 obblighi di dimora e 15 misure di interdizione personale con divieto di svolgere attività inerenti l’esercizio d’impresa.

A finire in carcere sono stati A. E., 48enne originario del Casertano ma residente nel Lucchese per diversi anni; G. D., 35 anni che gravita attorno a Castelfranco Emilia, così come R. D, di 38 anni residente sempre a Castelfranco Emilia ma a sua volta originario di Caserta; e Guglielmo Di Mauro, detto O putecaro, 48enne di Napoli. Invece sono andati ai domiciliari Stefano Cicala, 33enne nato a Prato e residente a Lucca; Francesco Diana, 36enne residente nel Napoletano; A. L., 40enne del Casertano; Enrico Laudante, 40 anni di Caserta; Raffaele Napoletano detto O zuoppo, 44enne di Napoli; Stefano Ostento, 51enne originario della Puglia ma residente nel Pistoiese.

La Finanza ha messo sotto sequestro preventivo beni per 8,3 milioni di euro. I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di associazione a delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di denaro, intestazione fittizia di beni ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, con l’aggravante di aver favorito l’associazione camorristica del clan dei Casalesi. Sono stati contestati illeciti anche a 23 società, finite nel mirino dell’antimafia. —

E.L.T.

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