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GUASTALLA 

Trovato morto da giorni la sua casa è uno scrigno di opere “babeliche”

M.P.

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GUASTALLA. Non sono ancora stati fissati i funerali Giorgio Boschini, 79 anni, stroncato da un malore nella notte tra sabato e domenica. Nato il 28 agosto 1941, Boschini era da tutti conosciuto come «un personaggio davvero originale».

Basta vedere la casa dove abitava, al civico 14 di via Panzi, nella campagna di San Martino, che presenta vari simboli religiosi ed è una vera e propria “casa babelica”. La salma è stata recuperata nel pomeriggio di ieri dalle onoranze funebri Veronesi&Pederzoli. È probabile che non venga organizzata alcuna cerimonia. Dopo l’ispezione cadaverica effettuata dal medico legale, che ha stabilito che si è trattato di morte naturale, Boschini andrà direttamente al cimitero per la sepoltura.

L’uomo viveva solo. La moglie Nella era scomparsa nel 1992. Lascia però una nipote, Francesca, figlia di una sorella. Boschini può essere definito, a torto o ragione, un artista che potrebbe essere annoverato tra i “Babelici”: artisti irregolari che hanno realizzato – fuori o ai confini dell’ufficialità e del mercato dell’arte – un proprio universo immaginario. Uomini e luoghi “al margine”, che vivono soprattutto nel territorio emiliano-romagnolo, animati da una sorta di anarchismo. Sono autodidatti che hanno consacrato decenni della loro vita a un’opera totale. Qualcuno parla di “immaginazione e creatività abusive” affidate a uomini che con le loro mani trasformano ferro, legno, cemento, rifiuti, scarti e oggetti comuni in creazioni sospese tra l’art brut e un visionario artigianato naive. Nella “casa babelica” di San Martino la parete che dà sua via Panzi è ricca di ornamenti, stemmi e colonnine medievali e l’immagine sacra della Madonna con la scritta “Salve o Regina!”. Su un’altra parete c’è una specie di mosaico che sembra rappresentare una spirale a forma di cometa. All’ingresso, accanto al campanello, c’è il nome del proprietario realizzato con lettere in ferro, alcune delle quali hanno perso il colore iniziale e sono arrugginite.

Sul fianco della casa spuntano geroglifici egizi tra piramidi e pseudo-faraoni con appeso il simbolo, completamente fuori luogo, dei Mondiali di Italia ’90. Sopra il cancello campeggia la scritta “Villa Giorgio Francesca”, e tra due colonne c’è una sorta di meridiana con i simboli e i numeri alla rovescia.

Tutto questo ha realizzato Giorgio Boschini, un personaggio eclettico, forse ai più “incomprensibile”, ma che comunque conservava un suo modo di vivere e di vedere le cose. —

M.P.

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