Il comandante della Municipale «Li stiamo identificando tutti»
reggio emilia. Due agenti della polizia locale di Reggio Emilia che si allontanano e, alle loro spalle, una ventina di ragazzini che li riprendono a loro insaputa minacciandoli e insultandoli. Questo uno dei fotogrammi inseriti all’interno del video musicale “Homie”, pubblicato su YouTube il 10 gennaio.
Una pubblicazione che, spiega il comandante della polizia municipale, Stefano Poma, «paradossalmente ci aiuta. Stiamo indagando sull’episodio da quando è accaduto, ovvero dal 18 dicembre, e adesso abbiamo molti più volti da associare all’accaduto».
Gli agenti della Municipale, infatti, sono stati i primi ad arrivare al Villaggio Stranieri su richiesta dei residenti. Quando la pattuglia si è trovata di fronte al nutrito gruppo di cento adolescenti esagitati è tornata indietro, aspettando l’arrivo di rinforzi e il supporto delle Volanti.
«La scena inserita nella parte finale del video – prosegue il comandante – è accaduta in realtà all’inizio dei fatti e si vede proprio questo, ovvero due miei agenti che si allontanano aspettando i colleghi, ignari persino di essere ripresi. Tant’è che non hanno sentito nemmeno gli insulti e nel rapporto non hanno ravvisato elementi di denuncia in tal senso. Quando poi sono arrivati i rinforzi e la questura ci siamo avvicinati e a quel punto i ragazzini si sono dispersi».
Nonostante questo, Municipale e polizia sono riuscite a «identificarne una decina. Per quanto riguarda gli aspetti di nostra competenza ho già girato tutto alla mia polizia giudiziaria e ci stiamo lavorando perché vogliamo andare fino in fondo a questa faccenda».
Gli aspetti sui quali ci si deve muovere, prosegue Poma, sono però due: «Il primo è quello cosiddetto sanzionatorio. L’assembramento senz’altro c’è stato, stiamo risalendo con certezza a chi lo ha organizzato e stiamo indagando per punire questi comportamenti».
Ma l’altro tema, «forse quello più importante, «è capire chi sono i ragazzi coinvolti, le situazioni che stanno vivendo e, se fosse necessario, coinvolgere i servizi sociali. Tanto più che molti sono minorenni. Ad esempio nella parte iniziale del video, dove si vede la pistola, lì dobbiamo entrare nel merito e risalire ai disagi che ci sono, se ci sono, o a problemi familiari o personali. Da distinguere invece quei giovani che si sono uniti solo perché c’era questa chiamata per fare le comparse in un video musicale». —
L. G.
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