Preparano le nozze in Pakistan ma la figlia si ribella: denunciati
La ragazza si rivolge ai servizi sociali: subito messa al sicuro in un luogo protetto I genitori avevano deciso tutto prima della sua maggiore età. Arrivano i carabinieri
NOVELLARA. Si è ribellata al matrimonio con un connazionale pakistano, combinato contro la sua volontà quando ancora era minorenne dai suoi genitori. Questi ultimi avevano già acquistato il biglietto aereo per il suo rientro nella nazione di origine, che sarebbe dovuto avvenire pochi giorni dopo il compimento della maggiore età della figlia. La ragazza, però, si è rivolta ai servizi sociali del suo Comune, e questi ultimi ai carabinieri di Novellara, e subito è stata allontanata dalla famiglia e messa al riparo in una località protetta, mentre i genitori sono stati denunciati per costrizione o induzione al matrimonio.
Ha dimostrato così di funzionare alla perfezione la rete tra i servizi e le forze dell’ordine istituita solo l’estate scorsa per far fronte ai fenomeni di violenza contro le donne: un protocollo sottoscritto dagli otto comuni dell’Unione Bassa reggiana, dai relativi servizi sociali, l’area Genitorialità e tutela dei minori, Ausl, forze dell’ordine, consultorio, l’associazione Nondasola.
Il marito che i genitori volevano imporre alla ragazza era un cugino in Pakistan. Avevano già fissato la data: il 22 dicembre scorso e per realizzare il matrimonio avevano già acquistato il biglietto aereo con partenza per il 17 novembre.
I genitori denunciati sono un 43enne e la moglie 46enne, entrambi di nazionalità pakistana. La figlia , a novembre dello scorso anno, quando ancora era minorenne, ha avuto il coraggio di rivolgersi e chiedere aiuto ai servizi sociali del Comune, riferendo quanto avevano progettato per lei genitori.
Dopo le prime verifiche gli operatori del servizio sociale hanno provveduto all’allontanamento in emergenza della figlia minore dalla casa familiare collocandola in una struttura protetta. Della questione sono poi stati informati i carabinieri di Novellara che si sono occupati delle indagini. Hanno ricostruito così i contorni della vicenda e per la coppia di pakistani è scattata la denuncia.
«Massima intransigenza contro questo fenomeno sommerso – ha dichiarato in merito alla vicenda la deputata Benedetta Fiorini (Lega) –. Piegare la libertà e la dignità delle donne, spesso minorenni, in nome di precetti religiosi, è ignobile e atroce. Una piaga da estirpare». —
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