«Se volete intervistarmi venite in quartiere da me»
Il trapper “Gani” rifiuta l’invito a dire la sua via telefono così come Peter Marvu il giovane videomaker che ha girato la clip
reggio emilia. Cosa c’è davvero dietro questo video? Cosa può spingere i giovanissimi a rappresentare una realtà così violenta? Perché sceneggiare Reggio Emilia come se fosse il Bronx? Con lo scopo di capirlo, abbiamo provato a contattare i due principali protagonisti del video girato al Villaggio Stranieri: il trapper reggiano, conosciuto con il nome di “Gani”, e colui che nel filmato è indicato come l’uomo che ha diretto il filmato, Peter Marvu. Un video, capace di raccogliere in pochi giorni oltre 13mila visualizzazioni e decine di commenti entusiasti, ma passato al setaccio anche dalle forze dell’ordine per le immagini violente che vi compaiono e per quello che sembra il mancato rispetto delle norme anti-covid.
Il contatto con il giovane cantante avviene su Instagram, il social da lui prediletto e su cui gode del supporto di 3.054 follower. La richiesta è molto semplice, il suo numero di telefono così da poter parlare del video uscito il 10 gennaio, “Homie”.
«Se volete intervistarmi potete venire in quartiere da me», la risposta letterale, alla quale ribattiamo che sarebbe preferibile l’intervista telefonica dato il periodo pandemico. Ma ci troviamo davanti a un altro diniego, motivato dalla scarsa fiducia nei giornali che sono soliti “scrivere ciò che gli conviene” anziché dare ascolto, e dal fatto che l’intervista si sarebbe potuta tenere dal vivo rispettando i distanziamenti e l’utilizzo mascherine. Sono proprio gli assembramenti e il mancato uso delle mascherine nel video uno dei temi che avremmo voluto approfondire. A quel punto la conversazione si interrompe.
E poco dopo, spunta nella descrizione della clip su YouTube la seguente didascalia: “Riprese girate in periodo senza restrizioni sulle norme del Covid. La salute prima di tutto”. Versione in realtà successivamente smentita dalle indagini di questura e polizia locale.
Ancora più breve è stato infine il dialogo con Marvu, all’anagrafe Pietro Marvulli, che sul suo profilo Linkedin così si presenta: studente presso il conservatorio Vecchi Tonelli di Modena, “suono la chitarra e canto da quando avevo 10 anni, scrivo canzoni da quando ne avevo 14, sono attore e cantante di musical. Mi occupo anche di home recording”.
Un nome piuttosto conosciuto nel settore, tant’è che ci stupisce che la sua pagina Facebook abbia pubblicato il suo numero di cellulare privato (che infatti poco dopo il contatto con noi viene rimosso).
Anche a lui, questa volta tramite chat WhatsApp, spieghiamo le ragioni della nostra intervista. Ma dopo una prima apparente apertura, il nulla. —
L. G.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google