Si fingono tecnici di Iren per truffare i cittadini
Prese d’assalto negli ultimi giorni le zone tra Borzano, Bosco e Fogliano Con la scusa di fare un controllo, derubano chi apre loro la porta con fiducia
ALBINEA. Un furto in casa compiuto; altre incursioni tentate. Tutte fingendosi operatori di Iren.
Nei giorni scorsi la zona albinetana attorno a Borzano, così come le confinanti aree scandianesi verso Bosco e reggiana attorno a Fogliano sono state battute da una banda composta da truffatori e ladri che si sono presentati davanti ad abitazioni private presentandosi come addetti della società multiservizi Iren.
Con pettorine fosforescenti e distintivi farlocchi, e almeno in un caso con quella che sembrava decisamente una parrucca posticcia, questi uomini hanno iniziato a bussare alle porte di residenze private, cercando potenziali bersagli magari fra persone in quel momento sole, fra cui diversi anziani. Nella nostra provincia Iren cura numerosi servizi, dalla fornitura di gas e acqua a quella di energia elettrica, senza contare la gestione e il ritiro dei rifiuti, e il “marchio” ha rappresentato una scusa credibile per il terzetto, che ha cercato di farsi aprire la porta e di entrare in casa.
Una volta all’interno, le opzioni sono diverse: con il pretesto di controllare contatori, cavi e contatti i ladri possono girare per le stanze, frugando alla ricerca di denaro contante, gioielli e oggetti di valore, e in alcuni casi hanno tentato anche di chiedere direttamente dei soldi ai proprietari, parlando di saldi e conti sospesi assortiti.
Almeno in un caso, a Borzano, il furto è andato a segno: tre uomini sono riusciti a derubare un abitante, che solo in un secondo momento ha realizzato quanto accaduto.
Sempre nell’area pedecollinare che da Albinea confluisce verso la città e verso lo Scandianese sono stati effettuati diversi altri tentativi, andati a vuoto perché i residenti si sono rifiutati di aprire.
In questo periodo così particolare, in cui tante persone che solitamente non sono fisse in casa sono invece costrette a rimanere nelle proprie mura, queste manovre sono in aumento. Non si parla di scassinatori che approfittano dell’assenza degli abitanti, quanto di soggetti bravi a spacciarsi per funzionari “di pubblica utilità” per conquistarsi la fiducia e un accesso in casa a borse, portafogli e cassette.
I casi sono diversi, e così le “coperture” utilizzate dai truffatori. Si va appunto dagli addetti Iren, motivazione sempreverde perché chiunque si può trovare a dover verificare contatori, utenze e bollette, a finte forze dell’ordine che si fanno aprire parlando di parenti malati o arrestati. —
Adr.Ar.
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