«Don Cavalletti all’azienda Teatro è merito del Pd»
CARPINETi. «Cambio di rotta sull’Asp Don Cavalletti. Il passaggio all’azienda consortile del teatro dimostra che quanto espresso dal Partito democratico di Carpineti in questi anni era il percorso giusto».
L’annuncio dell’ingresso dell’Asp che gestisce la casa protetta di Poiago dentro l’Azienda consortile Teatro Appennino (realtà di proprietà degli enti pubblici locali, così come l’Asp) viene accolto con favore da Dario Bottazzi, segretario del Pd carpinetano, partito di opposizione nel Comune appennino.
«L’amministrazione Borghi ha fatto della privatizzazione della casa di riposo di Carpineti una bandiera, ed ora deve ammettere che quel progetto non aveva gambe e chiede il supporto dell’Unione. Come Pd, abbiamo sempre sostenuto la necessità del mantenimento di una gestione pubblica del Don Cavalletti e l’ingresso dell'istituto nell'Asc teatro è una notizia positiva per il nostro territorio», commenta Bottazzi.
Il segretario rivendica anche il ruolo del partito nell’operazione: «Abbiamo lavorato sia in modo visibile, sia in maniera ufficiosa, ed è fuori discussione il ruolo del Pd nell’ottenere un risultato che giudichiamo importante, anche coinvolgendo sindaci e amministratori della nostra area. Il potenziamento di Asc Teatro evita il monopolio privato nella gestione delle residenze anziani e disegna un modello di gestione del sociale in cui le pubbliche amministrazioni hanno un ruolo centrale».
E ora? «Dobbiamo procedere in modo spedito. È necessario definire un piano industriale che garantisca la sostenibilità della struttura nel medio e lungo termine – afferma Bottazzi –. Devono essere garantiti diritti e piena occupazione a chi oggi lavora nel nucleo pubblico e in quello privato. Ai dipendenti va garantito un contratto giusto, in cui nessuno perde diritti, e che migliora le tutele a chi oggi lavora per la cooperativa. Deve essere affrontato e portato a termine l’intervento di messa in sicurezza antisismica e adeguamento impiantistico». Resta il rammarico, conclude, «per un percorso che sarebbe potuto essere più semplice e sicuramente più spedito se l’amministrazione di Carpineti avesse voluto lavorare con noi». —
Adr.Ar.
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