«Il solito gruppetto che è cresciuto qui e non ha regole»
Il gestore del bar al Campo di Marte: «Li ho visti crescere» Annigoni, presidente del circolo Arci: «Problema globale»
reggio emilia. Ne parla con affetto, quasi con rammarico per la vita sbandata che conducono. D’altronde Enrico Chierici, il barista della “Casetta” all’interno del parco Campo di Marte, alcuni degli adolescenti problematici del Villaggio Stranieri li ha visti crescere e li conosce da quando erano solo dei bambini. E la rabbia che prova nel vederli spacciare, o nel trovarsi davanti a piccoli gesti vandalici da loro compiuti, è quella che prova un uomo che, a quegli adolescenti, in fondo vuol bene.
«È dall’’88 che faccio questo lavoro – racconta Chierici – e sono alla Casetta da quasi 15 anni. Li ho visti crescere quei bambini lì, oggi sono diventati ragazzini e quelli un po’ più sbadati e poco seguiti sono diventati dei “monelli”. Al Campo di Marte è la solita decina, ormai li conosco tutti di vista, molti sono dell’Est Europa e c’è qualche nordafricano. Sono giovanissimi, hanno fra i 16 e i 17 anni, non portano quasi mai le mascherine. Sono sempre assembrati, le regole non sanno nemmeno cosa vogliano dire. Fanno del piccolo spaccio, principalmente del fumo, si piazzano in mezzo al parco che è molto grande e solitamente non disturbano gli altri. A volte, quando piove, vengono sotto al nostro gazebo e fanno disordine».
Se poi la situazione inizia a degenerare «basta che gli dici qualcosa e se ne vanno, risse o cose più gravi non ne ho mai viste. A volte viene la polizia con i cani, fanno un giro, ne prendono qualcuno e dopo qualche giorno sono di nuovo lì. Ma d’altronde le forze dell’ordine più di questo non possono fare. Quando eravamo aperti facevamo anche da controllori, fungevamo da sorveglianza e avvertivamo la polizia in caso di bisogno, un valore aggiunto per il quartiere. Ora che siamo chiusi da diverso tempo forse questi ragazzini se ne approfittano».
Un altro presidio importante per i residenti della zona è il circolo Arci “Villaggio Stranieri”, gestito dal presidente Luca Annigoni. Che, sul video musicale, ci va più cauto: «È evidente che fra i protagonisti ci sono alcuni ragazzi di qui, ma non è un problema del quartiere ma della città. Sulla veridicità delle immagini c’è chi pone forti dubbi, ad esempio sulla veridicità delle pistole, e i luoghi ripresi non paiono necessariamente tutti del quartiere dal momento che questa sorta di corteo mi è stato segnalato come itinerante. Il video, inoltre, è stato girato a più riprese. Chi ci ha segnalato situazioni relative alla clip al di fuori della legge è stato indirizzato verso le forze dell’ordine che, da quello che si vede, erano presenti»
Il circolo, prosegue Annigoni, «è un luogo di aggregazione e non certo uno strumento di sicurezza. La nostra realtà si è costituita nel 2018 dopo lo scioglimento della precedente, grazie all’impegno di volontari che mai avevano avuto esperienze simili ma hanno voluto riaprire questo punto di aggregazione. Sicuramente, volente o nolente, un minimo di sorveglianza la pone sulle vicende del quartiere grazie alle segnalazioni dei soci che. Grazie a un percorso che avanza da tempo, ma che ora si è fermato bruscamente causa Covid, tutte le situazioni che possono riferirsi a manutenzioni, atti vandalici o disagio sociale, le carichiamo sul portale “Res” del Comune e lo rendiamo disponibile anche a chi non è dotato di strumenti informatici».
Per rafforzare questo ruolo di presidio al di là delle numerose collaborazioni con il Comune, conclude il presidente del circolo, «uno dei propositi per il futuro del nostro direttivo è creare sinergie con i vari soggetti, sportivi o sociali, orbitanti nel quartiere». —
L. G.
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