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sant’ilario, il processo 

Si era difeso con il mattarello smentiti in aula madre e figlio

T.S.
Si era difeso con il mattarello smentiti in aula madre e figlio

Assolto il camionista 57enne che era accusato di aver  aggredito i familiari in cucina La difesa: «La lite per gelosia e il giovane aveva un coltello»

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sant’ilario. Un camionista di 57 anni è finito sotto processo per una vicenda maturata all’interno delle mura domestiche, con tanto di mattarello usato per colpire la compagna (braccio sinistro rotto e 50 giorni di prognosi) e il figlio di lei (nato da una precedente relazione della donna, il giovane ne uscirà con una costola lesionata e una prognosi di 20 giorni).

Siamo nell’agosto di tre anni fa a Calerno e questo litigio a mattarellate era finito nero su bianco in una denuncia per lesioni gravi.

Accuse che fanno scattare un’indagine poi sfociata in un processo. Ma le tre udienze davanti al giudice Silvia Guareschi hanno fatto emergere una storia diversa.

L’unico aspetto della litigata, in cucina, rimasto intatto è il motivo: la convivente sospetta che il nuovo compagno abbia un’amante, gli strappa di mano il telefonino perché convinta di trovarci dei messaggi compromettenti e da lì nasce la violenta contrapposizione.

Poi in aula i racconti divergono e ciò avrà un impatto importante sulla sentenza.

Per la compagna l’uomo le aveva storto il braccio, cercando di riappropriarsi del cellulare, ma di mezzo c’è anche il mattarello.

Il figlio dice di essere piombato dal bagno in cucina, preoccupato per le urla: nel suo ricordo c’è il camionista che colpisce alla testa sua madre con il telefonino, facendola svenire (rimarrà incosciente per una ventina di minuti).

In casa c’era anche la fidanzata del figlio che ha sentito litigare in cucina, però le botte non le ha viste.

Una ricostruzione smentita dal 57enne che si ritiene l’aggredito, in quanto – spiega – il giovane si era avventato verso di lui armato di un coltello da cucina e per difendersi aveva allora preso il mattarello, colpendo il figlio per disarmarlo e accidentalmente la compagna che si era messa in mezzo.

La convivente si è costituita parte civile e ha chiesto tramite il suo legale 10mila euro di risarcimento-danni. Richiesta rimasta lettera morta, perché il giudice Guareschi ha assolto l’imputato.

«Una famiglia coalizzata – commenta al termine l’avvocato Gianluca Tirelli, difensore del 57enne – per dare al giudice una versione non vera del fatto. Ma sono emerse troppe contraddizioni e come ho sottolineato nell’arringa era accaduto il contrario, da qui l’assoluzione per il mio assistito». —

T.S.

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