Lei accusa di stalking il vicino di casa In realtà erano amanti
La storia extraconiugale durava da 8 anni. Assolto l’idraulico L’imputato: «Denuncia falsa per paura del marito»
Tiziano Soresina
reggio emilia. Quella finita di recente in tribunale non è certo una storia edificante: un amore galeotto, rapporti fra vicini che nascondono tradimenti, la grave accusa (stalking) che viene ribaltata nel processo entrando a piedi pari nella vita più intima di due persone.
Lui è un idraulico ora 52enne, lei è la bella vicina di casa un po’ più giovane. Quando si conoscono sono entrambi sposati e con figli. Nel 2011 l’uomo si separa, perché la moglie non perdona quel messaggio eloquente («Ti amo») giunto sul cellulare del marito mentre stava facendo la doccia e scoperto dalla figlia. Cosa sia accaduto negli anni successivi lo si scoprirà nel processo con rito abbreviato. Ma prima, cioè nel 2019, il muratore si ritrova accusato di stalking proprio dalla vicina di casa. La donna denuncia di essere tormentata dall’amico di famiglia che si sarebbe perdutamente innamorato di lei, nonostante i suoi ripetuti rifiuti. Dice di non farcela più fra avances telefoniche, pedinamenti, messaggi al marito nonché a familiari e conoscenti (ma anche incontri) in cui l’amata viene descritta ripetutamente come «una puttana, poco di buono, zoccola». Lui non ci sta e replica – in Procura – nell’interrogatorio richiesto quando sta ancora indagando la polizia. Parole che non scardinano l’inchiesta e si va a processo davanti al gup Luca Ramponi. La donna si costituisce parte civile ma in aula si vede solo il suo legale, mentre l’idraulico non molla la presa a fianco dei suoi difensori (gli avvocati Giulia Incerti e Luigi Scarcella). E l’accusa di stalking viene decisamente demolita, perché esce tutta un’altra storia, con un retroscena piccante: una relazione extraconiugale durata circa otto anni... E quanto accaduto fra il giugno 2018 e l’aprile 2019 non sono molestie o minacce alla donna come recita l’imputazione, ma il tentativo di ricucire il rapporto da parte dell’idraulico, lasciato dall’amante senza uno straccio di spiegazione. Nega di aver avvicinato la figlia della donna, ammette solo di aver inviato al marito i messaggi che comprovano la relazione extraconiugale (datati 2016 e finiti agli atti del procedimento) perché non credendoci, aveva aizzato gli amici contro il 52enne che interpreta inoltre la denuncia come la mossa disperata dell’amante perché teme la reazione del marito. Una ricostruzione che porta all’assoluzione «perché il fatto non sussiste». Per la difesa parla l’avvocatessa Incerti: «Eravamo certi dell’innocenza del nostro assistito, tanto che dopo l’interrogatorio reso in fase di indagine ci attendevamo una richiesta di archiviazione. Non è stato così. Ora l’assoluzione suffraga la nostra tesi». —
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