Partite da Colonia le installazioni sono più di 60mila
Cos’è una “pietra d’inciampo”? Un sanpietrino di ottone di 10 centimetri per 10, sistemato in modo da sporgere leggermente dall’asfalto della strada. Chi lo colpisce con il piede è portato a fermarsi e guardare in cosa è inciampato: così si imbatterà in una nuova storia. L’iniziativa delle pietre d’inciampo, diffusa ormai in 20 paesi europei, è nata a Colonia nel 1995 e ha portato finora a oltre 60mila installazioni. Le prime pietre si devono all’artista berlinese Gunther Demning, che ha iniziato a installarle davanti alle case in cui vivevano le vittime della persecuzione fascista e nazista, in cui furono arrestate o da cui dovettero fuggire. A Reggio Emilia il progetto di ricerca per ridare un volto e una biografia a quei nomi è stato curato da Istoreco con alcune classi di studenti, in preparazione ai Viaggi della Memoria.
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