Passa il “colmo” del Secchia Attenzione ai prossimi giorni
Anche per il Tresinaro la situazione è tranquilla ma il monitoraggio continua. I timori sono legati a quanto avverrà anche a monte
RUBIERA. Sono giorni di attesa e di vigilanza, anche nel tratto reggiano del Secchia e lungo il corso del Tresinaro. Le precipitazioni intense e l’innalzamento delle temperature hanno portato ad un incremento notevole del flusso dei fiumi della zona, e la situazione potrebbe diventare ancora più impegnativa nella settimana in arrivo. Dopo un periodo di temperature molto rigide, che hanno mantenuto in forma solida le notevoli quantità di neve e di gelo della prima metà di gennaio, la miscela di pioggia e di un termometro lievemente sopra lo zero provocherà il progressivo scioglimento delle scorte accumulate.
La prima ondata di piena della notte fra venerdì e sabato è passata senza conseguenze, ma i tecnici delle agenzie idriche e degli enti pubblici sono già in piena allerta per vigilare sui punti a rischio, sia per intervenire in caso di peggioramenti improvvisi sia per essere pronti quando le “forniture” ai principali corsi reggiani cresceranno inevitabilmente.
Il torrente Tresinaro sinora non ha provocato disagi, non sono stati segnalati smottamenti, intasi o piccole esondazioni, né nel tratto iniziale, né nella zona che da Scandiano che discende verso Casalgrande e poi verso Rubiera; lì l’alveo è più ampio e in passato l’accumulo di fango, rami e tronchi ha portato ad innalzamenti improvvisi e all’allagamento di sentieri, argini e strade.
Più delicato il contesto del fiume Secchia, che nasce proprio nel cuore del Crinale, nelle aree in cui erano presenti i quantitativi più massicci di neve e ghiaccio in via di scioglimento. Il corso d’acqua è già piuttosto “mosso” anche nella zona del Crinale, e man mano che scende verso valle la capienza cresce progressivamente, alimentata dagli innesti delle decine di affluenti, fossi e sorgenti che segnano il tracciato. La pista Gatta-Pianello è già stata chiusa, dalla zona della Capannina di Carpineti il colpo d’occhio del fiume fa capire quanto la portata sia aumentata e da Cerredolo di Toano, quando il Secchia si incrocia col Dolo, la situazione si amplifica. Alle briglie di Castellarano la vigilanza è costante, per tenere sotto controllo i tanti impianti presenti, a partire dalla centrale idroelettrica e dalle vasche e dagli invasi creati proprio per gestire la portata. L’attenzione cresce ulteriormente fra Villalunga, Salvaterra e Rubiera, nei punti in cui il Secchia ha generato parecchi problemi negli ultimi anni. —
Adriano Arati
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