Gazzetta di Reggio

Reggio

Pietra d’inciampo dedicata a Pietro Iotti dalla città di Parma

Daniela Aliu
Alcune pietre d’inciampo a Reggio: mercoledì ne sarà installatauna a Parma per Pietro Iotti
◗
Alcune pietre d’inciampo a Reggio: mercoledì ne sarà installatauna a Parma per Pietro Iotti

Sant'Ilario, partigiano, internato a Mauthausen-Gusen, fu sindaco. L’installazione davanti al liceo Marconi dove si diplomò

2 MINUTI DI LETTURA





SANT’ILARIO. In occasione del “Giorno della Memoria”, l’istituto storico della Resistenza di Parma, in collaborazione con le istituzioni locali, poserà 19 nuove pietre d’inciampo in memoria di deportati e internati militari del Parmense: uno di loro è il santilariese Pietro Iotti. Mercoledì 27 in via Costituente – davanti al liceo Marconi – tra gli altri nomi che saranno ricordati, c’è anche quello dell’ex sindaco. Qui infatti conseguì la maturità.

La storia. Piero Iotti, nato il 25 aprile del 1926 a Sant’Ilario, è il padre del consigliere comunale di opposizione per il gruppo “Alternativa Civica”, Alberto Iotti. Diplomato al liceo scientifico Marconi di Parma, in seguito si iscrisse alla facoltà di Ingegneria. Nell’inverno del 1944 venne catturato dai nazisti perchè militante nelle file dei partigiani. Nel dicembre di quell’anno, venne internato insieme ad altri nove santilariesi nel campo di sterminio di Mauthausen e poi in quello di Gusen. Riuscì a salvarsi e a tornare insieme ad altri tre concottadini a casa: Bocconi, Fabbi e Braglia. Al suo ritorno a casa pesava solo 35 chili. Iotti continuò per tutta la vita a occuparsi di politica: dal 1950 al 1960, per dieci anni, è stato sindaco del Comune di Sant’Ilario. Sotto la sua amministrazione il paese venne metanizzato.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.39811548:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.39811548:1649791386/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La carriera poltica. La sua carriera politica proseguì, dal 1960 al 1970, come assessore nel Comune di Reggio Emilia. Dalla metà degli anni 80, ha portato la sua testimonianza nelle scuole e ha organizzato “Viaggi della memoria”, è stato molto attivo nelle fila dell’Anpi di Sant’Ilario come promotore di iniziative sulla memoria. Iotti ha scritto i suoi ricordi insieme a Tullio Masoni in un libro intitolato “Sono dov’è il mio corpo”, distribuito nelle scuole e i cui proventi sono andati all’Associazione ex deportati. Il suo numero di matricola nel lager era 115561, numero che Iotti sapeva leggere in tedesco anche dopo 50 anni da quella terribile esperienza. È morto nel 2016 all’età di 90 anni.

Alla notizia di questo importante riconoscimento, il consigliere santilariese Alberto Iotti ha voluto condividere il suo sentimento di orgoglio sulla sua pagina Facebook con un messaggio: «Non me l’aspettavo, una pietra d’inciampo in onore di mio padre posata davanti al liceo scientifico Marconi a Parma, liceo dove Pietro Iotti (reduce e sopravvissuto dal lager di Mauthausen-Gusen) ha dato la sua maturità. È un grande emozione ed orgoglio».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google