«Don Cavalletti, i ritardi sono colpa del sindaco»
Ancora un botta e risposta tra amministrazione comunale e opposizione sull’arrivo dell’Asc. «La nostra lotta è stata determinante»
CARPINETI. « I problemi di gestione dell’Asp Don Cavalletti? È il sindaco Borghi che ha amministrato il Comune in questi sei anni. È lui il responsabile dei ritardi e dei problemi gestionali».
Continua il duello carpinetano sul l’azienda di servizi alla persona da cui dipende la casa di riposo di Poiago, da anni in forte sofferenza economica. Ora l’Asp, di proprietà dei Comuni appenninici, confluirà nell’Asc Teatro Appennino, la società consortile che gestisce il teatro Bismantova. Una realtà di diritto privato, che vede anch’essa come soci gli enti pubblici della montagna. La soluzione sembra soddisfare sia l’amministrazione comunale guidata dalla lista civica di Tiziano Borghi sia il Pd, partito di opposizione locale, ma è pure l’occasione per uno scambio di accuse reciproche.
Il segretario del Pd, Dario Bottazzi, ha criticato il primo cittadino, che ha risposto con toni secchi. Ora è di nuovo Bottazzi a intervenire: «Il sindaco Borghi continua con i toni a cui siamo ormai abituati e prova a lasciare ad altri le responsabilità della sua difficoltà nel prendere decisioni, dimostrando per altro di non conoscere neppure così bene i bilanci del Don Cavalletti. In ogni caso, leggiamo nelle parole di Borghi la conferma di come la nostra lotta sia stata determinante per fare in modo che le scelte venissero prese solo a valle di uno studio accurato evitando così decisioni errate». Bottazzi ricorda che «il sindaco fino a ieri voleva privatizzare il Don Cavalletti, affidando la gestione al mondo delle cooperative. Questo avrebbe realizzato un sistema in regime completamente privatistico per la gestione delle case di riposo in montagna. Siamo sempre stati convinti della necessità di mantenere il controllo pubblico sul Don Cavalletti e la scelta dell’Unione va esattamente in questa direzione, visto che i soci di ASC Teatro sono i nostri comuni». Per questo, conclude, «sarebbe stato tutto più facile se si fosse iniziato subito a lavorare con analisi tecniche approfondite e si fossero cercate soluzioni condivise con la comunità. Sarebbe stato tutto più veloce se si fossero ascoltati gli avversari». —
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