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Due casi di Tbc tra i ragazzi della Calvino

Due casi di Tbc tra i ragazzi della Calvino

I primi sintomi diverse settimane fa, ma sono in buone condizioni. Il sindaco: «Situazione sotto controllo, profilassi iniziata»

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rolo. Due casi di tubercolosi alla scuola primaria Calvino. Si tratta di due fratelli di una famiglia straniera che vive in paese. I ragazzi frequentano due classi distinte dell’istituto di via Cornaro. La notizia dei casi di Tbc, diffusa ieri dall’Ausl Reggio Emilia, ha provocato non poco allarme tra i genitori, già in ansia per l’emergenza Covid.

«La situazione – spiega il sindaco Luca Nasi, che si è subito messo in contatto con la direttrice scolastica – è assolutamente sotto controllo. I ragazzi hanno avuto i primi sintomi già alcune settimana fa e non sono rientrati in classe dopo le vacanze di Natale. Per loro la profilassi è già iniziata, mentre inizierà nei prossimi giorni lo screening tra i compagni di classe e probabilmente gli insegnanti. Non c’è da preoccuparsi perché altri casi, in questo lungo lasso di tempo già trascorso, non ne sono stati riscontrati. Inoltre – conclude – con l’obbligo di indossare la mascherina in classe e igienizzarsi frequentemente le mani, il rischio contagio diventa praticamente nullo». Il quadro della situazione effettiva si avrà, però, nei prossimi giorni, quando verranno ultimati i controlli sui compagni di classe e sul personale.

Anche sul fronte sanitario la situazione sembra non destare particolare preoccupazione. Secondo l’Ausl i ragazzi sarebbero in buone condizioni e già trattati con la terapia antibiotica specifica.

«La tubercolosi – spiegano – è una malattia infettiva che, nelle forme a localizzazione polmonare, può essere contagiosa e trasmettersi da persona a persona per via respiratoria. La trasmissione però necessita di un contatto stretto e molto prolungato con il malato, in uno spazio chiuso e confinato. La contagiosità quindi è bassa e la trasmissione del germe non avviene con facilità: la tubercolosi non si contrae attraverso contatti all’aria aperta e in luoghi ben aerati; il contagio non avviene attraverso indumenti, oggetti personali o facendo uso di piatti o posate». Situazione ben diversa dal Covid 19 che invece ha un’altissima contagiosità anche per via aerea.

Il servizio di Igiene pubblica ha già attivato tutte le procedure per l’individuazione dei contatti a rischio che verranno sottoposti ad accertamenti e alla sorveglianza sanitaria.

Nei prossimi giorni è in programma un incontro con tutte le persone, in particolare le famiglie, coinvolte nello screening nel quale l’Ausl darà le informazioni necessarie sulle procedure. —

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