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Trentanni di cooperativa proiettati verso il futuro

Trentanni di cooperativa proiettati verso il futuro

La coop “Valle dei Cavalieri” di Succiso fu costituita il 26 gennaio del 1991. Torri: «Fu una sfida, l’abbiamo vinta. Ora affrontiamo una nuova scommessa» 

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VENTASSO. Compie 30 anni oggi, 26 gennaio 2021, una delle storie imprenditoriali più interessanti, ma anche importanti, del crinale appenninico: quella della cooperativa “Valle dei Cavalieri”, un esempio straordinario di come un gruppo di persone del paese – un paese decentrato, distante dai servizi, ma dotato di una comunità unita – abbia scelto di tenerlo vivo, e oggi possa contare su una realtà che dà lavoro e mantiene famiglie a vivere sul territorio.

Azienda agricola, con allevamento ovino e la produzione di un pecorino di altissima qualità; ricettività, ristorante, bar, bottega, progetti di promozione turistica del territorio in collaborazione con il Parco nazionale e con le scuole. Sono solo alcuni dei risultati di questa realtà, che è stata oggetto anche di visite, negli anni, di delegazioni straniere per studiare un modello replicabile in altre località che si trovano ad affrontare il progressivo spopolamento: in Europa, ma anche in Asia (Corea, Giappone), Stati Uniti e Canada.

L’avventura della cooperativa inizia ufficialmente con la costituzione il 26 gennaio 1991, alla chiusura dell’ultimo bar del paese. Poco tempo prima, aveva abbassato la serranda l’ultima “bottega”.

«Si sa – racconta Oreste Torri, del Cda della cooperativa e tra i suoi fondatori – quando in un paese non ci sono più né un bar, né un negozio, quel paese è destinato a morire, perché viene a mancare un punto di aggregazione. Così, noi ragazzi della Pro loco, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo costituito la cooperativa “Valle dei Cavalieri”, dal nome della zona geografica in cui si colloca Succiso. Da allora i soci sono diventati 56, con 7 dipendenti fissi, oltre all’impiego occasionale di collaboratori. La cooperativa nel corso degli anni ha promosso l’attività del suo agriturismo e ristorante, ora con lo chef Emiliano Pedrini, sperimentando anche nuove offerte turistiche in collaborazione con il Parco nazionale, del quale è centro visita. La cooperativa è cresciuta in seguito sviluppando un’azienda agricola che ha consentito la produzione di pecorino Dop. Ha ampliato i suoi ambiti, acquistando un pulmino per il trasporto alunni, il rifornimento dei medicinali per gli anziani del paese, e realizzando un importante investimento per la messa in opera di un impianto fotovoltaico».

Aggiunge Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano: «La realtà di Succiso ha fatto scuola nel mondo; ha avuto successo perché nasce da un gruppo unito e forte, un capitale umano che è stato convinto di fare qualcosa nell’Appennino e per l’Appennino, e questo spirito unitario ha portato a grandi traguardi».

Conclude Oreste Torri: «Dopo 30 anni, con il contributo fondamentale dei soci dipendenti e soci volontari, possiamo dire scommessa vinta. Il futuro sarà una nuova scommessa che sono sicuro vinceremo con il supporto dei giovani soci della cooperativa. Un grazie credo vada rivolto anche a tutti coloro, comunità di Succiso e istituzioni, che a vario titolo hanno condiviso il nostro progetto. Essere diventanti un esempio oltre i confini nazionali, da studiare e replicare, indirettamente ci ripaga dei sacrifici fatti in questi anni». —

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