Gazzetta di Reggio

Reggio

la lettera alla corte 

«Sono stato un mafioso mi pento, grave errore»

Gianluigi Sarcone

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In relazione al procedimento dove il sottoscritto è imputato, originariamente, di essere un appartenente alla associazione ’ndranghestista emiliana con epicentro a Reggio Emilia con il ruolo di “partecipe” art. 416 bis comma 1 c.p., dal 2004 fino al 2015, e di essere stato un “organizzatore” della stessa, durante la detenzione, dal 2015 al 2018, art. 416 bis comma 2 c.p., dichiaro che, in quanto alla prima parte, ossia all’accusa originaria di “partecipe” dell’associazione, il sottoscritto si dichiara colpevole. Il tempo passato in stato di detenzione e la lontananza dagli affetti più cari mi ha fatto riflettere profondamente. Non trovo e non so dare più un significato alla mia esistenza: ho commesso un grave errore a cui spero di poter rimediare in futuro e restituire alla mia famiglia, moglie e due figli, e alla società civile, una persona migliore. Nel presente, incomincio con il prendere le distanze dall’associazione. Me ne dissocio anche pubblicamente se mi sarà data la parola in aula. Chiedo scusa alla corte e al signor procuratore generale per aver fatto perdere tempo e risorse non facendo prima questa dichiarazione. Chiedo scusa alle istituzioni tutte. Non intendo far perdere altro tempo, non è intenzione del sottoscritto ricorrere i n Cassazione dopo la sentenza. Quanto alla seconda parte dell’accusa, io non ho mai organizzato alcunché. Mi sono solo e sempre difeso, nel processo e non dal processo. Non sono e mai sono stato un “organizzatore” men che meno un “promotore”. Chiedo scusa ancora per tutto. Con osservanza. —

Gianluigi Sarcone

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