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il giorno della memoria 

Unimore ricorda la Shoah e i professori perseguitati

Unimore ricorda la Shoah e i professori perseguitati

Cerimonie e tante iniziative in programma negli atenei di Reggio e Modena Su YouTube e Facebook si potrà seguire il “processo al manifesto della razza”

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REGGIO EMILIA. Il 27 gennaio di 76 anni fa le truppe sovietiche dell’Armata Rossa entravano ad Auschwitz, scoprendo l’inferno dei campi di concentramento. Da allora il 27 gennaio è celebrato in tutto il mondo come il Giorno della Memoria. Anche Unimore non dimentica e si unisce al ricordo della Shoah e di quanti, dopo il 1938, hanno subito tragiche sofferenze in conseguenza delle leggi razziali.

Domani la commemorazione di quella tragica e infausta pagina di storia italiana inizierà alle 9.30 davanti alla sinagoga di via dell’Aquila, in centro a Reggio. Il prorettore Giovanni Verzellesi parteciperà alle iniziative istituzionali ufficiali alla presenza del sindaco Luca Vecchi, del presidente della Provincia Giorgio Zanni, del prefetto Iolanda Rolli e della presidente della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia Tiziana Ferrari.

A causa delle norme anti-Covid non potrà esserci pubblico, ma si potrà assistere alla cerimonia collegandosi al canale YouTube o alla pagina Facebook del Comune di Reggio.

Tante, poi, le iniziative organizzate dall’università. Alle 9 nel cortile del palazzo del rettorato, a Modena, ci sarà la deposizione di una corona da parte del rettore Carlo Adolfo Porro e del sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, collocata ai piedi della lapide che ricorda i primi sei docenti costretti a lasciare l’allora Università di Modena. Nel volgere di pochi mesi, oltre alla immediata estromissione del filosofo del diritto Benvenuto Donati, del penalista Marcello Finzi, della farmacologa Angelina Levi, del chimico Maurizio Leone Padoa, dell’anatomopatologo Enrico Ravenna, dell’igienista Alessandro Seppilli e della tecnica Milla Wanda De Maria, la persecuzione degli ebrei e delle persone che avevano legami familiari con ebrei presenti nei ruoli della Università si estese, arrivando a colpire ben 14 persone, che tra il 1938 ed il 1939 subirono quella ingiusta sorte.

Ai primi citati si aggiunsero il professore Alessandro Dalla Volta, i liberi docenti Ferruccio Ara, Giuseppe Bertel, Emilio Forti, Cesare Tedeschi e gli assistenti volontari Enrico Castelbolognesi ed Elio Levi.

Sempre nella giornata di domani, alle 10, a Modena andrà in scena “Processo al manifesto della razza: il caso di Nicola Pende”. Realizzata per le scuole prevede la partecipazione tra gli altri dei docenti Unimore Antonello La Vergata del dipartimento di Studi linguistici e culturali, che farà la parte dell’avvocato della difesa e di Alfonso Botti, dello stesso dipartimento, che comporrà la giuria.

L’iniziativa sarà introdotta da Carlo Altini, direttore scientifico della Fondazione San Carlo e docente Unimore, e si avvarrà di contributi video di Alfonso Botti, Antonio Brusa, Alberto De Bernardi, Antonello La Vergata. L’evento è curato da Fondazione Collegio San Carlo e Istituto Storico di Modena, in collaborazione con il dipartimento di Studi linguistici e culturali di Unimore. La rappresentazione potrà essere seguita sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Istituto di Modena.

Infine, alle 17.30, il dipartimento di Giurisprudenza trasmetterà sui propri canali youtube e facebook una puntata speciale di “Incontri con il diritto” all’interno della quale il professore Carmelo Elio Tavilla, direttore del dipartimento, parlerà delle leggi razziali e dei docenti dell’ateneo perseguitati. —

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