Gara di solidarietà per il gommista Si cerca un capannone
La comunità si mobilita per trovare un fabbricato adatto dove Lusetti possa continuare a lavorare dopo l’incendio
RIO SALICETO. Si continua a pulire e cercare di portare fuori tutte le masserizie: dagli attrezzi danneggiati, quasi tutti irrecuperabili, al calcestruzzo e alla controsoffittatura. I muri esterni accanto all’ingresso e alle finestre sono anneriti dal fumo. Davanti agli occhi di Lucio Lusetti – titolare dell’autofficina di via Dei Martiri 91, che lunedì è stata distrutta dalle fiamme per cause accidentali – c’è il disastro.
Tutto è successo per una disattenzione: un attrezzo probabilmente lasciato acceso giusto il tempo di poter accompagnare un cliente a casa. Vedere i sacrifici di una vita e il proprio lavoro andati in fumo in pochi attimi, riempie Lusetti di sconforto e disperazione. C’è da vedere anche in che misura potrà rispondere l’assicurazione. Incognite che pesano profondamente sul futuro dell’attività e della famiglia del titolare.
Lucio Lusetti ha tre figli che stanno ancora studiando; due di loro, Stefano e Luca, lunedì mattina erano nell’autofficina a buttare fuori l’acqua e ciò che restava di quello che aveva creato il padre. Ora l’artigiano è rimasto senza lavoro e senza la sua autofficina. La moglie è dipendente di una ditta. Per lui, ripartire sarà davvero dura.
Rio Saliceto è un paese piccolo, ma anche molto solidale.
Visto quanto accaduto a Lucio Lusetti, c’è chi sta pensando di lanciare una gara di solidarietà, magari partendo dal trovare un luogo con qualche attrezzo per farlo lavorare, per fare in modo di portare a termine qualche riparazione che alcuni clienti gli avevano affidato. C’è anche chi pensa di trovare un posto, come meccanico esperto, in qualche officina, per dargli la possibilità di un sostegno.
Il sindaco Lucio Malavasi, impegnato ieri per questioni di bilancio, non ha ancora potuto incontrare Lusetti, quantomeno per dimostrargli la propria solidarietà e verificare in che modo poterlo aiutare, vista la drammatica situazione causata dall’incendio. «È troppo presto per poter fare qualcosa – ha detto Malavasi –. Ogni proposta di aiuto, comunque, sarà accolta e ponderata con grande attenzione». —
M.P.
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