Il lungo pianto della mamma Il fratello: «Vogliamo giustizia»
reggio emilia. All’uscita dall’aula, dopo aver accumulato tanta tensione, crolla in un lungo pianto disperato Liyun Chen, madre 57enne della vittima.
La sorregge l’avvocato Giulio Cesare Bonazzi che tutela la famiglia insieme alla collega Simona Magnani.
Lacrime strazianti, di una mamma che non trova pace e durante l’udienza preliminare ha rivissuto la fine atroce della giovane figlia. Un trauma per tutta la famiglia, talmente grande da spingerli a vendere a dei connazionali il bar “Moulin Rouge” all’ex Foro Boario (dove è stata uccisa la figlia), cercando di rifarsi una vita in Veneto. Fra i sette familiari che hanno seguito ieri il procedimento c’è il fratello Kai Zhou, 29 anni, costituitosi parte civile. Parla italiano in modo fluido, si stacca un attimo dallo strazio che avvolge tutta la famiglia per rispondere ai giornalisti: «Speriamo di continuare così, di avere giustizia per la nostra famiglia. Non si possono fare sconti di pena o passarla liscia così. C’è stata una perizia, è vero, ma allora perché nascondere un coltello in un sacchettino e portarlo in giro?».
Fermezza in aula, modi affettuosi con la famiglia cinese brutalizzata dall’omicidio. Stiamo parlando degli avvocati di parte civile: «Un episodio di una gravità inaudita e ci siamo opposti alla richiesta di rito abbreviato – dicono gli avvocati Bonazzi e Magnani – perché in quel caso, fra pochi anni, ci ritroveremmo Boukssid libero e non è giusto per la famiglia della ragazza, per la comunità cinese che è stata molto vicina a chi ha vissuto sulla propria pelle un’atrocità simile, per la società reggiana. Siamo soddisfatti, quindi, che si vada in Assise. La perizia psichiatrica? Vedremo – concludono i due avvocati di parte civile – potrebbe esserne richiesta una nuova nel dibattimento». —
T.S.
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