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Novellara, immagini porno nell’incontro virtuale ideato dalla scuola sul cyberbullismo

El.Pe.
Novellara, immagini porno nell’incontro virtuale ideato dalla scuola sul cyberbullismo

L’incursione ha costretto l’interruzione immediata dell’assemblea con oltre 100 genitori, sindaca e comandante dei carabinieri

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NOVELLARA. Doveva essere un momento di riflessione, e condivisione, serio e costruttivo. Su un tema di stringente attualità e delicatissimo per la fascia di età che tocca: il cyberbullismo. «Invece, il bullismo è andato in onda in diretta...» commenta amaramente la sindaca di Novellara, Elena Carletti.

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Già. Perché ieri sera nell’incontro a distanza che era stato in grado di riunire virtualmente su Google Meet oltre un centinaio di genitori – numeri che gli incontri in presenza dell’era pre-Covid si sognavano – alla presenza della dirigente scolastica dell’istituto comprensivo, della sindaca stessa, del comandate della locale stazione dei carabinieri di Novellara, Pasqualino Lufrano, a qualcuno è riuscito “l’hackeraggio” – forse neanche tanto sofisticato – di condividere sugli schermi di tutti i partecipanti, invece delle slide proposte dalla psicologa invitata all’incontro, immagini pornografiche. Un’incursione che, nel giro di pochi istanti, oltre a gettare scompiglio nella riunione virtuale, ben presto ha costretto i tecnici a staccare tutto e a interromperlo. «Un vero peccato, dopo tutto il lavoro che era stato fatto» riflette la sindaca.

La riunione, infatti, arrivava a compimento di un percorso affrontato dalle scuole medie dedicato al cyberbullismo e all’utilizzo, corretto, dei social network e delle App di messaggistica diffuse tra i giovanissimi. Questioni nient’affatto lontane, nemmeno da una piccola realtà come può essere quella di Novellara. Facebook, Instagrama e ancor più Tik Tok, usati dai giovanissimi, impongono necessariamente una riflessione, anche dopo i recenti fatti di cronaca nazionali dove le prime indagini sulla morte di una bambina di 10 anni per soffocamento, in Sicilia, viene ricondotta a sfide estreme che viaggiano sui social. «Invece, a un certo punto abbiamo iniziato a sentire versi strani, poi offese e bestemmie. Quindi sono comparse alcune immagini – commenta la sindaca – Dispiace perché alcune famiglie erano collegate con i figli. Questo fa capire quanto questi sistemi possano essere vulnerabili. Una platea di adulti civili è stata sbeffeggiata e insultata da anonimi che spero non restino tali. Le forze dell’ordine sono già al lavoro per identificarli». —

El.Pe.

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