«Io, anziano ed escluso dalla riabilitazione»
Lo racconta Giuseppe Burgio, scrittore e pittore ottantenne «Per colpa del decreto posso stare solo fuori dalla palestra»
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. Tra gli spiacevoli e dolorosi effetti collaterali della pandemia, non c’è soltanto il rinvio di visite specialistiche e interventi chirurgici non urgenti. Ne risente anche la riabilitazione di persone colpite da ictus, altre patologie o traumi invalidanti.
I centri fisioterapici ospedalieri sono aperti, ma le palestre convenzionate per svolgere attività riabilitative sono soggette allo stesso decreto dello scorso 24 ottobre che ha chiuso quelle sportive e ricreative. Se ne lamenta Giuseppe Burgio, ottantenne pittore e scrittore, che non può più frequentare la palestra Gast, in via della Canalina, per conservare la parziale mobilità della parte destra del corpo menomata da un ictus quattro anni fa: «Avevo guadagnato – spiega – un certo miglioramento, ma ora sto regredendo. Nel 2016 dopo tre mesi d’ospedale ho incominciato la fisioterapia in questa palestra, che è unica nel suo genere. Vi svolgevo gli esercizi mediamente per tre ore alla settimana. Alla fine d’ottobre è stata chiusa. Dall’inizio di gennaio è stata riaperta, ma il gestore Giacomo Gibelli mi ha comunicato che non può farmi entrare, perché ora può accogliere soltanto persone di età inferiore a 65 anni. Potrei esercitarmi nell’area esterna, ma ciò è impensabile nella stagione invernale. Mi sono rivolto al sindaco, ma inutilmente. Nella mia stessa situazione si trovano gli altri frequentatori anziani, esclusi perché considerati a maggiore rischio di ammalarsi di Covid». La sigla Gast significa “Giochiamo anche se triboliamo”. È una onlus che organizza dal 2008 attività ludico-motorie e sportive rivolte a persone diversamente abili. Nell’ottobre 2015 ha inaugurato nel villaggio educativo Ermanno Dossetti la palestra che funziona, in collaborazione con Uisp, grazie a una convenzione con l’azienda Farmacie Comunali Riunite. La maggior parte delle sue attività (palestra, nuoto, sci, escursionismo, atletica, podismo, ciclismo, arrampicata) è rivolta ai minori, ma sono numerosi anche gli adulti e gli anziani che vi partecipavano. In settembre gli iscritti alla palestra erano 240. Ne è rimasta circa la metà, a causa anche delle restrizioni agli spostamenti al di fuori del proprio comune. «Il decreto del 24 ottobre – spiega Gibelli – aveva comportato la chiusura della palestra, che non è considerata un servizio essenziale. Poi abbiamo ottenuto una deroga ma l’esclusione è rimasta per i circa sessanta over 65, che possono fare esercizi solo all’aperto». Non è l’unica contraddizione delle misure adottate per combattere un virus che sembra in grado di eluderle senza difficoltà. —
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